Dall'esonero al primo (quasi) tricolore: l'anno magico di Allegri
Quel passato nell’Aglianese, usato dai suoi detrattori per sminuirne la carriera, ora sembra invece una medaglia in più di cui fregiarsi: la storia del Massimiliano Allegri allenatore è forse meno romantica ma decisamente più vincente di quella del Massimiliano Allegri giocatore. Il fenomeno di provincia, classico trequartista con genio e sregolatezza, si è trasformato in un tecnico di Capelliana sembianza. Rigidità ed eleganza, bastone e carota con i suoi giocatori, proprio sull’esempio del tecnico di Pieris: non si guarda in faccia neanche a chi, in carriera, ha vinto 4 coppe dei campioni come Clarence Seedorf, trasformato però in breve da emarginato ad arma decisiva verso un titolo ormai imminente. I crismi per inserirlo nel firmamento delle stelle dei grandi allenatori del Milan dell’era Berlusconi ci sono tutti. Allegri vincerà, probabilmente, al primo anno, come Sacchi e Capello. Meglio di Ancelotti, che però vinse al suo primo anno intero, 2003, dopo gli otto mesi di eredità Terim. Eppure qualcuno, forse anche nello spogliatoio e non solo tra la stampa, a giugno scorso vedeva i fantasmi proprio del Turco, o peggio ancora di Tabarez, perché no di Leonardo.
I primi due dalla provincia come Allegri, il terzo dalla scrivania: tre fallimenti, in primis per l’incapacità di gestire il parlamento rossonero, ricco di senatori e giovani beniamini. L’esame, per Acciughina invece è più che superato. Un anno fa era un disoccupato di lusso, esonerato da Cellino in malo modo. Si parlava di Fiorentina, alla fine arrivò la grande chance della vita, complice una situazione economica non brillante del Milan: in coda al mercato invece, la rivincita. La sterzata con gli acquisti di Boateng, Ibrahimovic e Robinho, i puntelli di gennaio con Van Bommel e Cassano in testa: dall’obiettivo zona Champions a quello scudetto il passo è stato brevissimo e soddisfacente. Per la Champions invece, almeno per quest’anno, c’è stato poco da fare, ma nella mentalità di un grande allenatore c’è lo stimolo di migliorarsi e di pensare a nuovi traguardi ancor prima di raggiungere quelli più vicini. E’ lo spirito che ha reso il Milan il club più titolato al Mondo: è lo spirito che ha reso già oggi Massimiliano Allegri, il tecnico più determinante della Serie A… Nonché a breve, l’unico a poter vantare un tricolore pesantissimo nel suo pedigree.
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