Dinho e il Milan, un addio tra gli abbracci. E Galliani tifa Flamengo
Ronaldinho e il Milan, fine di un rapporto lavorativo, non di un amore nato molto tempo fa. E' quello che filtra dalla conferenza stampa di ieri: parole al miele, sincere, cristalline, virgole di stima, segnali di serenità. Galliani saluta il suo campione, sottolineando tutta l'amarezza del Presidente Berlusconi, che non ha mai nascosto il suo apprezzamento per il brasiliano: "I rapporti con Dinho e suo fratello sono ottimi - ha affermato l'amministratore delegato rossonero - e se Ronaldinho deciderà di partire, creerà un grande dolore al nostro presidente, che lo definisce il miglior giocatore del mondo". Tra le parti, dunque, non esistono attriti, tutto avverrà in totale accordo: ognuno proseguirà per la propria strada, questo è chiaro, sempre insieme appassionatamente però, almeno nel pensiero e nel cuore. "Ringrazio il Milan per tutto quello che mi ha dato - ha dichiarato Ronaldinho -. Ringrazio il sig. Galliani e il presidente Berlusconi, che mi ha sempre appoggiato. Tutti hanno rispettato la mia richiesta - ha proseguito - e sono molto grato al Milan, lo porterò per sempre nel mio cuore, così come porterò nel cuore la famiglia rossonera e i suoi tifosi. E' stata una bellissima esperienza, dopo due anni e mezzo ho solo bei ricordi.
Con Leo mi trovavo bene in campo - confessa - e dopo il suo addio e il cambio di modulo ho deciso di tornare in Brasile". Con molta coerenza, dunque, il Gaucho ha compreso la situazione: il progetto di Allegri non ha mai sposato le sue caratteristiche tecniche: meglio lasciare, volare via, tornare in patria, chiudere così un'esperienza certamente positiva ma non particolarmente brillante e vincente. Anche il fratello-procuratore di Ronaldinho, Roberto de Assis, ha sottolineato l'importanza della presenza di Galliani in Brasile: "Il nostro primo obiettivo era quello di ottenere dal Milan la possibilità di tornare in Brasile e la permanenza del Milan, nella persona del sig. Galliani, ci aiuterà a decidere con serenità il nostro futuro, anche perché sappiamo che, una volta definito il futuro di Ronnie, sarà una formalità risolvere il contratto". Non sarà il Milan, dunque, a mettere paletti o bastoni tra le ruote: tutte le voci sulla volontà dei dirigenti di via Turati di guadagnare almeno qualcosa sul trasferimento del brasiliano, sembrano infondate, anche se, forse non a caso, l'amministratore delegato rossonero "tifa" Flamengo, probabilmente l'unico club disposto a sborsare qualche euro per il cartellino. Comunque, in fin dei conti, tutto bene quel che finirà bene: Dinho tornerà a casa, il diavolo accantonerà la vicenda, pensando piuttosto alla stagione in corso. Per la serie, scurdammoce 'o passato... con buona pace del Presidente.
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