Ecco il Leo nerazzurro: "Traditore? Non mi sento colpevole"

Ecco il Leo nerazzurro: "Traditore? Non mi sento colpevole"MilanNews.it
© foto di Federico De Luca
mercoledì 29 dicembre 2010, 13:10Primo Piano
di Salvatore Trovato

Eccolo qua, Leonardo in nerazzurro. Nessun tifoso milanista, con ogni probabilità, se lo sarebbe mai aspettato. Comunque, sono già passati alcuni giorni dall'ufficialità della notizia, il tempo per metabolizzare e capire meglio la situazione, dunque, c'è stato. Il neo tecnico interista, alla sua prima vera uscita, non nasconde la sua emozione: "E' un giorno di grande emozione. Quando parlavo di sogno, dicevo in generale. Più che un un lavoro, cercavo il grande stimolo, la grande stima, e più grande di questa credo che non ci sia". Insomma, a quanto pare, la stima di Moratti e dell'ambiente nerazzurro, è più grande dell'amore di un'intera tifoseria che per molti anni lo ha elogiato e apprezzato. Punti di vista, naturalmente. Discutibili certamente, ma solo punti di vista. "Era impossibile dire di no. Era un'opportunità meravigliosa. Il rapporto col presidente è nato in modo naturale. Sono state tante cose che mi hanno portato qui". Non ci è dato di sapere lo spessore di queste "tante cose" che hanno portato Leo al massimo tradimento, anche se, nonostante tutto, il brasiliano preferisce glissare sull'argomento: "Io traditore? Non voglio fare il bravo ragazzo. Rispetto ogni parere". Il rispetto, comunque, di certo non è mai mancato. "Io cerco la mia identità - prosegue -. Poi se creo un rapporto con una società, cerco di essere me stesso". Il Milan, naturalmente, torna sempre nelle domande dei cronisti, come uno spettro che, per forza di cose, non lascerà mai da solo il mister nerazzurro: "Non dimenticherò mai quello che ho vissuto al Milan. Lì ho fatto il giocatore, il dirigente e l'allenatore.

Capello mi ha portato qui. Galliani lo stimo tantissimo. Col Milan ho tante cose in comune, con l'Inter ne ho altre. Io non mi sento colpevole, non ho rimpianti, sono sempre stato libero". Beh, i tifosi rossoneri conoscono bene le affinità tra Leo e il Milan, un binomio vincente fino a pochi mesi fa, ma i punti in comune con l'Inter, francamente, lasciano qualche perplessità. Tutti ricordano ancora le parole post-Milan del tecnico, con la sua voglia di lasciare la vita da allenatore. E' bastata una chiamata del "sogno Inter", però, per cambiare tutto: "Ho fatto un anno da allenatore con tanti errori e qualcosa di positivo. Quando ho finito col Milan non ero sicuro di continuare e volevo capire cosa fare veramente ma questa opportunità mi ha dato certezza di quello che volevo fare. Non so se altre proposte potevano farmi partire così convinto". Come a dire che il biscione ti cambia la vita. E lo scudetto? "Il campionato è lungo. Allo scudetto ci credo ancora". E la rivalità cittadina? Impossibile passarci sopra senza prenderne atto. Leonardo, però, punta tutto sulla grande sportività di una città che ha sempre mostrato grande cultura sportiva: "Per me il Milan non è mai stato nemico dell'Inter, non l'ho mai vissuta così. Questa città ha una grande cultura, si vive molto bene questa rivalità. C'è rispetto. Ho vissuto il Milan, sono stato fedele tutto il tempo. C'è stato il mio lavoro, il mio legame col Milan". Un legame che, dopo tanti anni, è finito, con buona pace di tutti. E allora, con sportività: in bocca al lupo Leo.