El Cassano per la media scudetto
Meno male Cassano c'è. Non è uno slogan politico ma la più vera verità. In estate doveva andare chissà dove e invece al momento è l'unico a Milanello. In campionato e ancora più in Champions. Non si tratta solo di averlo in campo per schierare almeno una punta in avanti, ma molto di più. In tre partite di Serie A, Fantantonio ha collezionato tre assist e un gol. Quattro volte decisivo in 270 minuti, non male. Le voci intorno a lui ci sono sempre, è statico, è sovrappeso. Lui risponde sul campo: "No, sono semplicemente Cassano". Punto e a capo. La mobilità non è caratteristica dell'ultimo Cassano, ma l'educazione dei suoi piedi rimane da gentleman. Palla al numero 99, la sua suola gialla fosforescente calamita la sfera e poi… Non si sa ciò che potrebbe accadere.
Trotterellando con il suo migliore amico da l'impressione di potere a suo piacimento. Un istante vale l'altro. Qualsiasi attimo potrebbe essere indelebile. Generoso, l'assistenza al gol negli anni è diventata il suo principale passatempo. El Shaarawy aspetta e spera. La gioia di un gol spinge il Faraone a volere sempre di più, mai accontentarsi, specialmente se le scarpe più gialle della Serie A intrecciano la loro corsa con le tue. Da incognita a sicurezza. Antonio Cassano è tranquillo perché se contro il Cesena si raccolgono tre punti si scopre che si è in perfetta media scudetto. Lo scorso anno i rossoneri dopo quattro partite avevano esattamente cinque punti. Antonio Cassano era alla Sampdoria e Stephan il piccolo faraone El Shaarawy in Serie B. Un anno dopo sono titolari di un Milan che cambia i suoi interpreti ma può continuare ad essere in media scudetto. Panta rei.
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