Emanuelson non lascia, anzi raddoppia: il nuovo ciclo è anche suo

Emanuelson non lascia, anzi raddoppia: il nuovo ciclo è anche suoMilanNews.it
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lunedì 13 giugno 2011, 14:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Urby Emanuelson e il Milan: una storia che, a detta dell'olandese, è ancora lontana, lontanissima, dalla conclusione. L'ex lanciere, acquisito a gennaio come rinforzo per l'interno di sinistra, ha faticato molto ad approcciarsi al calcio italiano: difficoltà tattiche e fisiche, unite ad un ruolo ibrido che ne ha obbligato l'adattamento forzato. Tra terzino ed esterno sinistro, il venticinquenne orange è stato reinventato mezz'ala mancina: proprio il tassello che, in queste prime settimane di calciomercato, sta accendendo curiosità nei vari addetti ai lavori. Emanuelson tuttavia non sembra preoccuparsene e, tramite le pagine de "La Gazzetta dello Sport", mostra tutto il suo entusiasmo e la sua voglia di emergere, con la speranza di divenire un capisaldo del Diavolo che verrà. "Davids mi ha detto: 'Vai al Milan, è il posto giusto per diventare un grande giocatore'. Sono fiero di avere accettato il consiglio. - Ha esordito l'olandese sulle pagine della rosea, nonostante un impiego non certo da star - Allegri dice che sono ancora morbido per il calcio italiano? Lo so, lo dice sempre anche a me. Ma io ho imparato tanto e imparerò ancora.

Il mio carattere però è quello. Terzino? Nell’Ajax facevo anche quello, ma anch’io preferisco stare a centrocampo. Credo sia la posizione più giusta per me". Il lavoro e l'impegno hanno già prodotto effetti positivi su Emanuelson: le prestazioni dell'orange sono migliorate nel corso dei mesi, fino a raggiungere l'apice nelle sfide contro Bari, Cagliari e Palermo, quest'ultima bagnata anche dalla prima rete con la maglia del Milan. Che sia stata la prima e l'ultima? Urby lo esclude totalmente perchè, come continua nell'intervista "non è il tipo di giocatore che se ne va dopo sei mesi". In un Diavolo che sta affrontando un ricambio generazionale e una rivoluzione che, già nel 2012, potrebbe drasticamente prendere piede, giocatori come l'ex Ajax potrebbero aiutare e non poco la struttura affidata a Massimiliano Allegri: Ema lo sa e, con un occhio sempre vispo sul futuro, non vuole mollare l'osso sul più bello, nonostante scherzosamente non si definisca affatto un "pitbull" del pallone.