Fort Alamo

Fort AlamoMilanNews.it
lunedì 19 settembre 2011, 08:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Il Milan si eclissa a Napoli in maniera dolorosa e meritata, nonostante qualche decisione poco nitida del signor Tagliavento. A centrocampo è stato un massacro, tanto da far sembrare il San Paolo un novello Fort Alamo, dove l'esercito texano fu lentamente travolto dalle imponenti truppe messicane. L'emergenza rossonera era palpabile, considerando la concomitante defezione di Ambrosini, Boateng, Flamini e Gattuso. Il risultato è stato tuttavia peggiore delle attese, complice anche il tracollo di una delle pedine fondamentali del diciottesimo Scudetto: Mark van Bommel. La doppia gara in cinque giorni e la copertura pressoché nulla degli attaccanti, unite alla tonica verve degli azzurri, hanno reso la vita impossibile all'olandese. Anche Clarence Seedorf, parimenti al connazionale ex Bayern, ha risentito del peso del big-match di Barcellona, perdendo velocemente contatto con il match. Il Napoli, più giovane e fresco fisicamente, ha recuperato molto più agevolmente dalla fatica di Champions League, nonostante un giorno in meno di riposo.

Positive, nell'insieme, le prove di Nocerino e Aquilani: new entries ma già ben inseriti nei meccanisimi rossoneri. L'ex rosanero ha corso in lungo e in largo, cercando di mettere una pezza fin dove ha potuto; il centrocampista romano ha invece siglato un grande gol, andando vicinissimo anche alla doppietta personale. L'ex Liverpool è stato il più pericoloso al San Paolo, molto di più rispetto agli evanescenti Cassano e Pato, vere note dolenti della prestazione milanista. La rete di Aquilani meritava ben altro contesto: ora verrà ricordata come l'unica scintilla in una serata storta. Urby Emanuelson, inserito al posto di van Bommel nella ripresa, ha offerto maggiore vivacità, senza però incidere in una partita comunque compromessa. In ottica Udinese, in una gara obbligatoriamente da vincere, Allegri sarà chiamato a trovare una soluzione tampone: il centrocampo fa acqua e gli attaccanti, oltre a giocare male, non contribuiscono alla fase difensiva. Le alternative, a parte l'ex Ajax, non sembrano esistere: bisognerà lavorare molto anche sugli attaccanti, magari offrendo una chance dal primo minuto a Stephan El Shaarawy, propositivo e motivato nei quindici minuti disputati in Campania.