Il Boa c'è: ma il gioco vale la candela?
Boateng si, Boateng no. Massimiliano Allegri sfoglia la margherita, pensando al match di domani contro il Tottenham. Un dentro o fuori che, viste le tante assenze in mezzo al campo, potrebbe anche spingere il tecnico a schierare il Boa (convocato), di certo non al meglio dopo lo scontro con Felipe Melo, con tanto di distorsione, rimediato nel match di sabato con la Juventus. Ma il gioco, quindi la posta in palio, vale la candela, cioè l’azzardo sulla condizione del principe ghanese?
La qualificazione ai quarti di Champions è un traguardo certamente prestigioso, nonché produttivo in termini economici, ma il Campionato, primissimo obiettivo stagionale dei rossoneri (inutile nascondersi), è ormai entrato nella sua fase decisiva, per certi versi la più delicata, e un’eventuale assenza di un uomo chiave come Boateng, legata magari ad un prematuro e affrettato recupero, potrebbe risultare, a conti fatti, letale.
Una piccola voce fuori dal coro, dunque, visto il grande entusiasmo - ritrovato! - del popolo milanista, dopo la notizia di giornata, cioè la convocazione del centrocampista ex Portsmouth. Ma la botta presa dal Boa all’Olimpico non è stata una carezza. Al contrario: l’impatto con il brasiliano Felipe Melo è stato duro (forse troppo) e non saranno certo bastati un paio di giorni per sistemare degnamente una caviglia indolenzita e distorta. In ogni caso, dunque, la presenza del giocatore al White Hart Lane risulterebbe una forzatura.
Sia chiaro: lo staff sanitario del Milan, così come Massimiliano Allegri, non rischierebbero mai di peggiorare la situazione del ghanese, schierandolo in condizioni pericolose. Ma la possibilità di avventurarsi in scelte errate, magari accecati dalla voglia di rimonta, c’è tutta, considerando anche lo spirito battagliero del soggetto in questione, un duro che non si tirerebbe di certo indietro di fronte alla possibilità di scendere in campo per aiutare la squadra, magari stringendo i denti, snobbando il fastidio.
Insomma, siamo al cospetto di una situazione che va monitorata minuto dopo minuto, senza lasciarsi prendere da inutili eccessi di euforia. Boateng può giocare ma a certe condizioni: cioè, solo (ed esclusivamente) dopo aver accertato il suo stato, senza se e senza ma. Ed è proprio quello che farà il Milan, ne siamo certi. Anche perché, come detto, l’obiettivo è importante ma non decisivo: c’è ancora una stagione da percorrere, con un Campionato da portare a casa. Il gioco, dunque, in soldoni, non vale la candela.
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