Il momento delle scelte definitive

Il momento delle scelte definitiveMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
giovedì 18 ottobre 2012, 22:00Primo Piano
di Emiliano Cuppone

Siamo all’ottava giornata di campionato, dopo nove partite ufficiali (sette di campionato più due di Champions) il Milan è ancora alla ricerca di una fisionomia definitiva, in particolar modo nel reparto più delicato: quello arretrato.
Massimiliano Allegri ha provato tanto in difesa, ha presentato una coppia centrale differente ogni match, mescolando le carte e cercando l’alchimia perfetta per un reparto orfano di gente del calibro di Thiago Silva e Nesta, a detta di molti la coppia centrale più forte del mondo (per alcuni la più forte di sempre per compatibilità della doti dei due). Potendo fare affidamento sull’esperienza di Bonera (mai trascinatore negli anni scorsi, ma gregario di lungo corso che ha imparato dai migliori, per iniziare con il monumento Maldini e finire con il duo sopracitato), i colpi e la fisicità di Mexes, le qualità di Acerbi e Zapata e l’impatto sempre positivo di Yepes.
Tanti cambi, tanti tentativi e nessuna certezza per un reparto che ha bisogno di stabilità più di ogni altro per infondere serenità, al centrocampo, agli esterni ed all’estremo difensore (in particolare al “non impeccabile” Abbiati degli ultimi tempi). Siamo arrivati al momento della verità, dopo tanti tentativi il momento degli esperimenti è finito, in primis perché il diavolo ha bisogno di conferme e punti fermi, poi perché sono terminate le alternative. Non ci sono ulteriori combinazioni, le chance di cambiare sono terminate, il tecnico livornese è con  le spalle al muro e deve provare a dare una fisionomia ad un Milan “tipo” che sino ad oggi non si è mai palesato nel rettangolo da gioco.


I bonus sono finiti da tempo, l’ultimo jolly per Max l’acciuga era rappresentato dal derby, dove la coppia centrale Mexes-Yepes non ha sfigurato affatto (sempre puntuali e puniti solo dall’ennesimo errore di valutazione di Abbiati su un calcio da fermo), ma dove allo stesso tempo Daniele Bonera ha dominato per personalità e duttilità, riscoprendo le doti da terzino mostrate ad inizio carriera. Se poi ci aggiungiamo la tempestività che ha caratterizzato le prestazioni di Zapata (salvo quell’intervento scellerato, ma al limite, che gli è costato l’espulsione ad Udine) e le doti innate di un Acerbi ancora immaturo (come conferma il cognome), ma strabiliante per personalità e qualità nella gestione della sfera, capiamo l’indecisione del tecnico rossonero.
La situazione di classifica e la necessità di garantire continuità ed equilibrio alla squadra richiedono una scelta chiara e decisa, anche a costo di scontentare qualcuno, con un allenatore disposto a prendersi i propri rischi ed imporre le proprie idee. Il Milan ha bisogno di certezze, a partire dal principio, da una linea difensiva che ha subito troppo, forse anche a causa della mancanza di meccanismi dettata dalle troppe variazioni di formazione. Siamo al punto di non ritorno, da Roma, dallo stadio Olimpico, dalla Lazio comincia un campionato nuovo per il Milan, fatto tutto di finali, di partite senza appello, dove c’è da dimostrare il valore reale di una squadra che ha ancora tanto da dire.