Impalpabili...

Impalpabili... MilanNews.it
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lunedì 3 ottobre 2011, 08:00Primo Piano
di Francesco Specchia

Metti un bimbo di sei anni su un ring con i guantoni da box di fronte a Mike Tyson... Questo è sembrato il Milan nell'arena del roboante Juventus Stadium. Il sorriso di Antonio Conte, vero vincitore della serata, nell'intervista post partita spiega l'andamento dei 90 minuti. Una gara di corsa tra due amici, uno con il motorino truccato bianconero, l'altro più sfigatello con la graziella un pò rossa un pò nera e un pò arrugginita. Il gol di Marchisio è la sintesi del match: il numero 8 corre 83 minuti, cerca e trova un doppio scambio al limite dell'area. Le maglie bianconere schizzavano alla ricerca di spazio e tempo, le pedine rossonere erano tali. Ferme. Immobili, come le motivazioni di un pubblico che attendeva sul divano di casa il fischio finale, la liberazione suprema. Il secondo gol, a metà tra Matri e Marchisio, è uno scherzo del destino che ha restituito quanto sottratto alla stessa Juve. Una vittoria con minimo due gol di scarto. Il fuoco di Antonio Conte contro il ghiaccio di Allegri. L'allenatore della Juve ha nel cuore la grinta che riesce a trasmettere a tutti i suoi uomini, l'abbraccio tra il tecnico e Marchisio è simbolo di un legame troppo forte. Tanti, troppi, immensi i passaggi sbagliati. Vecchi, antenati del Milan del possesso palla, del Diavolo che entusiasmava il presidente Berlusconi. C'era un Milan che andava a proporre gioco, non che si metteva con i gessetti in mano per tirare la linea.

C'era un Milan propositivo, non attendista che sperava di non prenderle anziché darle. Boateng, doveva non essere al meglio e lo ha dimostrato sul campo, al di la di un' espulsione che non sposta gli equilibri di una partita sbilanciata. Corre male e non può rimanere in campo tutto quel tempo con Aquilani seduto in panchina. Conte temeva la mediana del Milan e rivede il suo credo tattico. Intelligentemente ingrassa il centrocampo con Vidal e i rossoneri ballano... Sempre in ritardo, sempre in inferiorità numerica, arrivano sistematicamente dopo sulle seconde palle, mai vincenti in uno scontro nel cerchio di centrocampo. Conte indovina tutto. Vede bene anche quando non modifica nulla, troppo bella questa Juve per spostare anche il minimo ingranaggio. Indovino. Preferisce Vucinic a Matri e il montenegrino lo ripaga con conclusioni che piovono dalle parti del numero 32. 17 tiri a 2, avete capito bene. Schiacciati dal ruggito dello Juventus Stadium e dalla voglia di vittoria dei cannibali bianconeri. Il Milan non correva, non mordeva, dormiva. La Juve doveva dimostrare di essere una grande squadra e lo ha fatto, Allegri ora deve ripartire da quanto di negativo si è visto ieri sera. Troppe le cose da rivedere, così tante che un turn over totale sarebbe l'opzione migliore...