Cuomo: "Il ds mi ha scritto un messaggio su Cissè. Ora non serve il mercato? No, a prescindere"
Michael Cuomo, giornalista, ha rilasciato una intervista esclusiva a MilanNews.it all'indomani di Torino-Milan, sfida valida per 1-2 dai rossoneri.
Che sensazioni hai avuto dopo Torino-Milan?
"Ho detto ad Amorim che in Italia si dice che chi ben comincia sia a metà dell'opera, ma il campionato di calcio italiano è molto lungo. Cominciare bene era importante, anche se il tecnico era molto arrabbiato per gli ultimi 15 minuti. Nel complesso, comunque, stiamo parlando di una partita ampiamente positiva. Siamo arrivati a Torino con una lista di cose nuove: proprietario presente, dirigenza nuova, allenatore nuovo, formazione nuova. Mi ha sorpreso molto Musah e abbiamo scoperto chi è Cissè".
Ti ha colpito Cissè?
"L'anno scorso l'avevo visto giocare in Monza-Catanzaro e Cissè aveva segnato. L'ho intervistato poi nell'ultima partita dei playoff della scorsa stagione. Mi disse che il padre gli dava le videocassette del Milan e che lui ha sempre sognato di giocare nel Milan. Io quella sera lì chiesi a Ciro Polito, direttore sportivo del Catanzaro, di Cissè, perché mi incuriosiva che il Milan si fosse liberato di Liberali per prendere Cissé. Polito mi rispose: 'O uno o l'altro, ma per Cissè stiamo parlando di un fenomeno'. È uno che, quando ha palla, punta l'uomo, va in dribbling e guarda la porta. Ho conosciuto un po' a maggio Cissé, ieri lo abbiamo conosciuto di più tutti".
Con questo Cissè, al Milan serve prendere un trequartista?
"Ho una domanda più ficcante: vendereste Leao senza prendere nessuno per tenerti Cissè? Per me il trequartista va preso a prescindere. Mi ha sorpreso la dichiarazione di Amorim sulle posizioni di Diego Moreira e di Chukwueze (CLICCA QUI per leggerle), però bisogna stare attenti: non ci si deve far abbindolare dagli entusiasmi della prima giornata. Per me la fascia sinistra è una priorità, perché bisogna dare ad Amorim un upgrade rispetto a Estupinan e Bartesaghi. Anche Rabiot da trequartista: poi chi gioca a centrocampo? Non si può pensare - poi magari lo farà eh - che Musah giochi così tutte le partite. Sono cose da prima giornata. Tra due settimane, quando ci sarà Juventus-Milan, sarà il primo vero banco di prova".
Su cosa si deve lavorare?
"Per anni abbiamo vissuto dei facili e grandi entusiasmi estivi: non bisogna ripetere gli stessi errori, sopravvalutando le qualità e la completezza della rosa attuale. Il giudizio sul Milan è rimandato, ma sicuramente le indicazioni da Torino-Milan sono incoraggianti. Io sono soddisfatto e incuriosito. Però bisogna stare calmi. Nel Milan si fa prestissimo a crearsi le fazioni, come è successo in questi anni. Ora c'è il proprietario Cardinale che decide, Amorim che incide e tutti li seguono. Si deve continuare così anche nei prossimi mesi".
Che sensazioni ti ha dato Cardinale a bordo campo?
"Il mio giudizio su Cardinale partirà da zero quando lui ci dirà una verità credibile su ciò che è successo prima del 25 maggio. Perché non c'è stato? Perché ha demandato tutto ad altri senza mai intervenire? Ora è onnipresente, che è una cosa positiva, e sono certamente cose che fanno bene alla squadra. Ma perché di questo Gerry Cardinale non hanno potuto usufruire chi c'era prima, che era anche gente piuttosto competente nei rispettivi ambiti? Questo, comunque, è il passato, anche se sarebbe troppo facile far finta di nulla. Vedremo nei prossimi tre mesi cosa succederà, perché è in questi tre mesi che succederanno tante cose che andranno gestite anche e soprattutto dal proprietario".

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