Primi vagiti per il Milan di Amorim, ma serve ancora il mercato in entrata. Nkunku ai saluti. Le situazioni di Tomori, Ricci, Fofana e Leao
Principi di gioco che si vedono e cose da sistemare. Il Milan vince e, per settanta minuti, convince contro il Torino dentro una partita alla quale si arrivava con tanti interrogativi e quella dose di scetticismo dettata dal precampionato e che l’ultima recita amichevole con il Manchester United aveva lenito, ma non assorbito del tutto. Ruben Amorim è stato molto sincero nel post partita e ha detto candidamente che sono mancate delle partite nel corso della preparazione per poter arrivare con un grado di condizione generale più alto rispetto a quello che si è visto ieri sera. Perché il Milan, dopo lo 0-2, è andato in riserva energetica e anche la gestione dei cambi è stata oggetto di mea culpa da parte di Amorim stesso. Il quale ha fatto una richiesta neanche tanto velata alla gente del Milan: ci serve ancora tempo. E questo, purtroppo, è un qualcosa che sarà difficile da “acquistare”. Badate bene, non è un’analisi con polemica, è la pura realtà dei fatti. Per attuare quella rivoluzione copernicana che Gerry Cardinale ha varato tre mesi fa, giusto o sbagliato che sia, serve tempo e serve anche riguadagnare fiducia da parte della piazza, disillusa dagli ultimi quattro anni e stanca delle parole alle quali non sono seguiti fatti.
Cardinale ha deciso di prendere in mano tutto lui, di fare come dice lui. È il proprietario del Milan e ne ha il diritto di farlo. Sa bene che è una mossa rischiosa, che andare contro un sistema canonico non è mai semplice ed è a conoscenza dei pro e dei contro. La fiducia non si guadagna – solamente – con il calciomercato. Serviranno fatti e risultati, credibilità in tutti gli ambiti per far si che la gente possa cambiare opinione. I fatti più delle parole, l’equazione è cambiata e occorrerà creare credibilità per far si che le cose cambino davvero.
Il calciomercato è ancora aperto e al Milan serve un trequartista mancino, che abbia tecnica e fisico, perché anche ieri sera si è vista la differenza sostanziale che c’è quando gioca e quando non gioca Loftus-Cheek, che non ha una continuità tale nella partita da poter reggere il confronto con gli altri. Intanto in uscita c’è Nkunku, che tra oggi e domani vola a Lipsia per fare le visite mediche per un’operazione in prestito oneroso a 3.5 milioni e un diritto di riscatto a 28.5. Ma chi non ha ancora una destinazione è Fikayo Tomori. Il difensore inglese non ha intenzione di accettare una squadra solo perché è fuori dal progetto. Vorrebbe un club che lo aggradi. In caso contrario, è pronto a rimanere fino a scadenza del contratto, prevista per il 30 giugno 2027.
Ancora da definire, invece, le questioni Fofana, Ricci e Leao. Sono tre giocatori che dovrebbero lasciare il Milan per motivi diversi, ma ancora non sono decollate le trattative per cederli. Questa settimana sarà decisiva per sfoltire la rosa e, chissà, per immettere quei tasselli che mancano nello scacchiere ideale di Amorim.

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