Nella settimana dei tagli il capitano del Milan manca di rispetto a compagni, allenatore e tifosi
Non sono i quattro giorni di vacanza in più come situazione in sé, ma sono i quattro giorni di vacanza in più come ulteriore gesto di menefreghismo che rendono triste l'ennesima situazione in cui tra i giocatori del Milan e chi invece ha veramente a cuore il club rossonero c'è uno scisma ormai insanabile. La storia è sempre la stessa e va avanti ormai da anni: i calciatori rossoneri si sentono arrivati ed in diritto di fare tutto, senza conseguenze. Una situazione che ha visto episodi decisamente censurabili come l'episodio del cooling break o il litigio tra allenatore e capitano in mezzo al campo al termine di Milan-Parma, fino ad arrivare al capitano attuale che sarà l'ultimo a tornare nel proprio club tra tutti i calciatori che sono stati impegnati al Mondiale del mese scorso.
Dicevamo della frattura: c'è un popolo, profondamente ferito nell'orgoglio, ma che continua ad amare la propria squadra. Anche contestando duramente, ma senza mai far sentire il proprio supporto a chi va in campo. Dall'altro lato ci sono calciatori che a parole sono i più bravi del mondo. I fuoriclasse dei post su Instagram e delle dichiarazioni pre partita (perché poi nel post disertano, facendo parlare sempre gli stessi che hanno la dignità di metterci la faccia): quando arriva il momento dei fatti, della concretezza e dei risultati evaporano come neve sotto il sole di agosto. Il Milan arriva da un ottavo posto e da un quinto posto. Due stagioni sportivamente terribili per motivi diversi, ma che entrambe si sono concluse con una forte contestazione verso dirigenza, proprietà e anche calciatori.
Tanti granelli di sabbia fanno un deserto, tanti comportamenti e piccoli atteggiamenti mancati spiegano benissimo il perché il Milan si trovi in questa situazione. Per proprietario e dirigenti si è ormai snocciolato di tutto e di più, giustamente. I giocatori invece sono sempre stati protetti, come delle povere anime indifese da proteggere dalle critiche esagerate ed ingiuste. Nel calcio contano solo due cose: i fatti ed il campo. Il campo racconta di un Milan imbarazzante, fuori dalla Champions League per due anni di fila in una Serie A che va livellandosi sempre più verso il basso. I fatti dimostrano che alla maggior parte di chi indossa la maglia rossonera non interessa nulla di quello che gli accade intorno. Solo lavoro. Si comincia nel momento in cui si entra a Milanello e si finisce quando si varca il cancello del centro sportivo nel senso opposto.
Per ora Rabiot l'abbiamo solo sfiorato, ma non si pensi che il ragionamento da fare lo vede escluso da tutte queste considerazioni. Ha solo la "fortuna" di essere capitato insieme a chi indossa la fascia di Capitano che hanno indossato Baresi, Maldini, Ambrosini e via discorrendo. Sarebbe folle paragonare anche solo per un secondo lo spessore umano e professionale dei calciatori di oggi alle leggende del passato. Ma la fascia da Capitano del Milan, soprattutto in questi giorni in cui tutto il mondo piange la scomparsa di un gigante come Franco Baresi, ha degli standard da rispettare. Maignan non ne soddisfa neanche uno, men che meno con quest'ennesima leggerezza del rientro rimandato. C'è un allenatore nuovo da conoscere e una squadra da guidare alla ricerca di un riscatto sportivo che manca da troppo tempo: di tutta risposta il capitano chiede, ed ottiene, altri giorni di vacanza.
Sempre brutto fare paragoni, ma nell'altra sponda del naviglio Lautaro è tornato ad allenarsi ieri ad Appiano Gentile. Lo hanno seguito poi Thuram (francese) e Stones (inglese). Nessuno ha la folle pretesa che i calciatori non debbano staccare o andare in vacanza. C'è però differenza tra chi riesce a comportarsi da capitano e dare l'esempio e chi la fascia la indossa solo per i fotografi e le chiacchiere vuote. I fatti, quelli concreti e che contano davvero, sono sotto gli occhi di tutti. I calciatori che indossano oggi la maglia del Milan pensano di essere entrati nella storia per uno scudetto e una mezza Supercoppa; sono sì nella storia, ma per i motivi sbagliati. È importante che sappiano che questo verrà ricordato come un periodo estremamente buio e negativo della storia rossonera, e loro saranno protagonisti in negativo
. Amorim aveva annunciato che questa sarebbe stata la settimana dei tagli e qualche primo movimento in uscita si è visto. Si è visto anche che tipo di considerazione ha il capitano del Milan per il suo club, i suoi compagni, il suo allenatore e i suoi tifosi.
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