L'ammissione, l'amaro in bocca e le incertezze
Nell'immediato post-partita contro il Palermo, Max Allegri ha fatto mea culpa, per la formazione mandata in campo al Barbera, quasi priva di una logica. Ciò che aggrava la posizione del tecnico è ciò che alla fine lo "premia": i cambi della ripresa. Il tifo è in totale confusione, indignato per i risultati e continuamente spiazzato dalle decisoni del mister. Anche contro i rosanero così come in altre occasioni quest'anno, Allegri ha provato a cambiare uomini e schieramento. Se da una parte c'è la voglia di provare giocatori nuovi, concedendo loro più di una possibilità (vedi Constant), dall'altra c'è un continuo sconvolgere e stravolgere quanto di buono trovato finora. Individuato lo schieramento che oggi offre maggiori garanzie, Allegri al Barbera ha avuto la colpa di voler cambiare, proponendo o riproponendo, un 3-5-2 che frena la squadra in maniera eccessiva. I cambi apportati alla formazione nel secondo tempo del match, testimoniano con i fatti, quanto pensato da molti.
Il Milan deve giocare con tre attaccanti, oppure offendere con un terzetto di fantasisti, abili comunque nel ripiegare e supportare centrocampo e difesa. Per quanto riguarda la trasferta siciliana, la reazione della squadra è stata figlia del modulo e dei cambi sì, ma anche di un risultato che, per quanto negativo ha messo il gruppo spalle al muro, con ormai nulla da perdere e tutto da guadagnare. La fluidità di gioco e la continuità dell'inizativa, tramutatesi in forcing finale, da una parte premiano Allegri (o Galliani), promotore delle sostituzioni, dall'altra inchiodano il solo tecnico, colpevole di aver iniziato il match, con un modulo che ha gettato nello scompiglio la squadra. I giocatori faticano nel trovare la giusta posizione e nell'abituarsi al ruolo, intercambiati con una certa continuità (esclusi alcuni inamovibili) o alternati in varie zone del campo. Il diktat impone di ripartire dal secondo tempo di Palermo. Allegri non può più sbagliare, soprattutto perchè conosce da tempo, la soluzione a parte del problema.
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