La cresta è senza gel ma c'è l'effetto Inzaghi

La cresta è senza gel ma c'è l'effetto InzaghiMilanNews.it
domenica 25 settembre 2011, 08:00Primo Piano
di Francesco Specchia

Stefano. Oramai è italiano, oramai è rossonero. Allegri lo chiama Stefano lui risponde sottovoce. La difficoltà è riconfermarsi. El Shaarawy però mantiene la cresta sempre alta senza timori reverenziali. Parte piano per crescere con lo scorrere del tempo. La sua prima da titolare con la maglia del Milan rimarrà comunque un' altra immensa emozione, un' altra storia da raccontare. Perché a fargli la panchina è l'amante del gol Filippo Inzaghi e al suo fianco ci sono le scarpette gialle di Antonio da Bari vecchia. Da ricordare perché al suo posto entra Alberto Aquilani, un altro talentino del calcio italiano, ora certezza. 66 minuti di San Siro per crescere e farsi le ossa, per maturare e prendere qualche "scarpata" sempre utile. Al 4 minuto del secondo tempo El 92 si affaccia dalle parti di Ravaglia. Anche il guardiano bianconero assaggia il suo destro velenoso. A 18 anni tanta roba per usare una terminologia giovane.

Da un ragazzo a un arzillo 38enne. SuperPippo entra all' 82esimo minuto con la consueta carica agonistica e il consueto coro del Meazza. Prima palla toccata, sradicata dai piedi di un avversario e la curva esulta come se la palla, anziché in fallo laterale, fosse finita in rete. Chiamatelo "effetto Inzaghi". Con la sostituzione del Faraone, Allegri fa le prove per la Champions. Cassano unica punta con Aquilani ed Emanuelson a supportare il numero 99. Il pacchetto avanzato ieri sera ha trovato nel mobile Emanuelson un ottimo interprete. Movimento, inserimenti, assist e tiri in porta. Non si è tirato indietro l'olandese meno nobile (la presenza di Seedorf lo mette al secondo posto). Tutto oranje il gol partita. La rete del capitano arriva da un assist del numero 28, sempre che di assist si possa parlare (semplice passaggio che Clarence deposita nel sette). Un Milan ordinato che per la prima volta nella stagione non subisce gol senza dimenticare le occasioni da rete che crea con la consueta facilità. Quattro partite, cinque punti, come l'anno scorso.