La progressione di Riccardo Montolivo
Il primo impatto di Montolivo in rossonero, nelle gare contro Sampdoria e Bologna, aveva lasciato qualche perplessità di troppo. Utilizzato come vertice basso del rombo, in quel 4-3-1-2 poi abbandonato, il ventisettenne di Caravaggio non riusciva ad esprimersi al meglio, in difficoltà di fronte al pressing sistematico sul portatore di palla. Poi è arrivato l'infortunio che, inevitabilmente, ha influito negativamente sulle immediate prestazioni successive: vedi la trasferta di Parma. Cambiando il modulo di gioco, e migliorando la condizione, l'ex capitano viola han pian piano carburato, diventando di fatto un cardine insostituibile dell'undici milanista: con 863 minuti disputati in undici presenze, Montolivo è il centrocampista rossonero più schierato da Allegri. Il calciatore azzurro è anche uno degli uomini maggiormente utilizzati della rosa, al terzo posto dietro El Shaarawy (1014') e Bonera (934').
Riccardo è fondamentale per la manovra della squadra, garantendo tecnica, corsa e costante impegno. In tanti però, osservandone il potenziale, desiderebbero un suo avanzamento di ruolo, in una zona dove potrebbe assistere meglio i compagni, colpendo con maggior frequenza in zona gol. Nelle occasioni in cui si è avventurato in attacco, Montolivo ha sempre creato qualcosa di interessante: assist, invenzioni, conclusioni e una rete, quella siglata martedì al Barbera. In questo senso l'idea di "promuovere" a fantasista il numero 18 non sembra così azzardata. Per segnare dei gol servono spesso dei passaggi illuminanti e, in quella zona strategica, dovrebbero gravitare quei calciatori che possiedono un invidiabile bagaglio tecnico.
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