M'ama o non m'ama? La rosa dei rinnovi
Tanti saluti e baci. Portiamo avanti il nastro, 30 giugno 2013. Sarà l’ultimo giorno di scuola e di impiego per alcuni dei volti più noti dei reduci rossoneri alla prima grande rivoluzione. Persone che hanno resistito alla sforbiciata dei rami obbligata per esigenze di bilancio ma che a fine stagione libereranno l’armadietto per far spazio a gente più fresca e, in alcuni casi, più motivata.
Non considerando i giocatori in giro per l’Italia in prestito, sono fondamentalmente 5 i giocatori che vanno in scadenza come il latte fuori dal frigorifero e che dovranno parlare con la dirigenza per definire il proprio futuro. Inoltre sono 3 i prestiti nella rosa del Milan (Zapata, Bojan, Constant), il cui futuro però appare segnato con una bella lettera di saluti.
ABBIATI – Sarà addio. Tante le emozioni vissute insieme. Che diventano inesorabilmente troppe. Bisogna solo capire le modalità della separazione. Se Abbiati avrà voglia potrebbe continuare altrove, altrimenti – come sembra – appenderà i guanti al chiodo per restare in società con qualche incarico sul campo.
YEPES – Mario piace. E’ un leader e una persona che vale. Un difensore che merita rispetto e che ha sempre risposto presente nel momento del bisogno.
Anche qui, però, conta un discorso di tipo anagrafico. Yepes va per le 37 primavere e il Milan sta cercando un centrale da top club. Per cui il colombiano potrebbe lasciare il suo slot per chi dovrà davvero raccogliere l’eredità di Nesta e Thiago.
BONERA – Il suo rinnovo non dovrebbe essere un problema, ma pura formalità. Tullio Tinti, il suo manager, dovrebbe addirittura aver già parlato con la dirigenza prima della squalifica che la Figc gli ha inflitto per qualche operazione “poco regolare” secondo la giustizia. Bonera ha la virtù di poter ricoprire più ruoli, un vantaggio non indifferente in tempo di austerity.
FLAMINI – Le possibilità che il suo contratto venga allungato sono le stesse che ha un cetaceo di vivere nel deserto. Per quattro anni, da svincolato di lusso, è stato pagato cifre fuori portata, la scorsa estate ha elemosinato un primo rinnovo con ingaggio ultradimezzato ma dall’anno prossimo dovrà cercare fortune altrove.
AMBROSINI – La scelta più complicata. Perché il capitano è uno che non molla mai. Ma anche qui la carta anagrafica e il logorio fisico possono giocare un ruolo importante. Ambro è un ‘77 con una catena infinita di infortuni alle spalle: anche quest’anno è tenuto insieme più con l’attack e la sua forza di volontà che con i massaggi e la fisioterapia. Il sì o il no verrà deciso al fotofinish, anche il base alle novità che si proporranno sul mercato.
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