Onore ai duemila Bravehearts rossoneri
Il rapporto di uno a diciassette non li ha spaventati, la trasferta londinese ancora meno, la squadra aveva bisogno di loro e i circa duemilan Bravehearts rossoneri non si sono negati. Decisi, convinti e partecipi, come solo grandi tifosi sanno fare, la truppa di rossoneri al seguito della squadra, in quantio a voce, ha spesso annichilito i trentaquattromila del White Hart Lane. Il fiato rossonero ha accompagnato con insistenza la martellante manovra di Ibra e co. il pubblico "Spurs", ha cercato di rispondere con qualche fischio e con copiosi cori d'incitamento, sicuramente di forte impatto, ma non un granchè se rapportati (e va ribadito rapportati), all'impeto dei supporters milanisti per numero nettamente inferiori a quelli di casa.
Il Milan esce dalla Champions, ma se in campo avrebbe strameritato un rotondo successo, sugli spalti non ha affatto sfigurato, merito di una passione sempre forte e di uno stile "europeo" che seppur tirato in ballo a torto in più occasioni, resta assolutamente senza eguali, tanto in Italia quanto oltre confine. Restano il campionato e la Coppa Italia quali obiettivi stagionali, traguardi tanto ambìti che Allegri e i suoi ragazzi, hanno messo nel mirino e cercheranno di portare a casa, per regalare al popolo rossonero il ritorno al successo, tanto desiderato e altrettanto meritato. Il percorso non si presenta certo agevole, ma il connubio tra gli undici talenti in campo e il tifo sugli spalti, può risultare decisivo nella bagarre fratricida.
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