Qualcosa non quadra...
Alexandre Pato, nel bene o nel male, fa sempre discutere. La sua media gol, in relazione alla giovane età, è strabiliante, ma la propensione agli infortuni è diventata più che un campanello d'allarme. I persistenti guai ai flessori, ritenuti "sconfitti" dopo il consulto in USA dello scorso dicembre, si sono ripresentati ad aprile e, puntuali, anche in questo tumultuoso settembre rossonero. Quello scatto bloccato sul nascere, seguito dall'ormai classica espressione dolorante e contrariata, sono divenuti una costante in questo scorcio di carriera del brasiliano. I sorrisi in tribuna, seppur beneauguranti per il recupero fisico, non sono stati accolti positivamente dalla tifoseria rossonera: il Milan era sotto, stava soffrendo, necessitava di gol e non di risate.
Pato, per l'ennesima volta, ha abbandonato il Diavolo in un momento cruciale, facendo insorgere una montagna di dubbi a tutto l'ambiente. In attesa di conoscere quando il Papero farà il suo rientro in gruppo (con tutta probabilità dopo la sosta di ottobre), occorre soffermarsi su questo che, ormai, è diventato un problema serissimo.
La società deve vederci chiaro, considerando che i problemi dell'ex Internacional si susseguono da ben tre stagioni. I continui infortuni impediscono a Pato di trovare quella continuità tanto ricercata, bloccandolo in uno "sviluppo" che sembra ancora lontano. L'età, per fortuna, gioca a suo favore: ora però è giunto il momento di ritrovarsi, sperando ed attendento il tanto conclamato "salto di qualità".
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