Tra motivazioni, assist e voli: ecco i 10 motivi per tenere Cassano

Tra motivazioni, assist e voli: ecco i 10 motivi per tenere CassanoMilanNews.it
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sabato 4 giugno 2011, 15:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

Antonio Cassano, genio - molto! - e sregolatezza - moltissima! - del nostro calcio, un campione che divide tutti, dagli addetti ai lavori alla stampa, dagli allenatori ai tifosi. Adriano Galliani ha già fugato i dubbi sulla permanenza del fantasista in rossonero, il suo procuratore, Beppe Bozzo, ha confermato tutto. Insomma, anche per la prossima stagione, il rapporto tra il Milan e il calciatore dovrebbe essere al sicuro… Dovrebbe, appunto, anche perché, nonostante tutto, sono ancora tante le voci contrarie, tra ciarlatani ed esperti, pareri e certezze, indiscrezioni e dicerie. Ogni ingrediente insegue l'altro nel pentolone del mercato, per un minestrone ancora tutto da assaporare. Perché FantAntonio dovrebbe lasciare il Milan? Chi può dirlo… Perché, invece, dovrebbe restare? Beh, ecco dieci buoni motivi.
Di Cassano ce n’è uno solo, con tutto il suo carico di giocate strappa applausi e passi falsi improvvisi. In fondo, il Cassano di Bari vecchia che tutti conosciamo è anche - e soprattutto - questo… prendere o lasciare.
Questa è la stagione che porterà all’Europeo di Polonia e Ucraina, in soldoni, una bella botta di motivazioni per il fantasista ex Samp, che non ha nessuna intenzione di mancare all’appuntamento. Ricordate Ronaldinho nell’anno del mondiale sudafricano? Ecco, il paragone ci sta tutto e non è certo un fattore da sottovalutare.
Dopo il ritiro invernale di Dubai, condizionato, però, dai mesi di inattività dovuti allo screzio con Garrone, Cassano avrà la possibilità di effettuare tutta la preparazione con la squadra. Insomma, il barese partirà alla pari con il resto del gruppo. Qui, naturalmente, sarà fondamentale il suo impegno.
FantAntonio ha un dono prezioso: la duttilità. Seconda punta, esterno alto a sinistra, all’occorrenza trequartista, il fantasista rossonero incarna alla perfezione l’immagine del calciatore multiuso, capace di risolvere svariati problemi di formazione. A conti fatti, dunque, un jolly offensivo da utilizzare spesso e volentieri.
Strasser ha mandato giù il primo boccone, poi è toccato ai vari Pato, Robinho, Ibrahimovic e compagnia cantante, partecipare all’abbuffata barese.

Assist e gol nel DNA di Cassano, protagonista dell’ultimo Scudetto milanista, seppure con i suoi alti e bassi.
Da molti è definito il miglior talento italiano, soprattutto se sostenuto dalle giuste motivazioni e da una buona condizione fisica. Come detto, le parole del ct Cesare Prandelli, avranno certamente spronato l’ex Roma, che dovrà sgomitare per riuscire a ritagliarsi un posto in rossonero e in azzurro. Con il pallino dell’Europeo in testa, dunque, la "voglia" è assicurata. La preparazione atletica poi, farà il resto. Almeno si spera.
E’ il pupillo di Mario Ferri, meglio noto come Falco, l’invasore per eccellenza del pallone: un dettaglio senza senso ma, come si dice, tutto fa brodo. In fondo, un pizzico di allegria non guasta mai, soprattutto in questo triste pianeta calciofilo.
Non a caso, Cassano è l’emblema del buonumore, un tipo sempre positivo e sorridente nello spogliatoio. Nessun problema di ambientamento, nessuna timidezza: il numero novantanove ha subito fatto breccia nel cuore dei suoi compagni, che lo hanno eletto il mattacchione del gruppo, il matto per antonomasia. Durante i festeggiamenti per la conquista del diciottesimo scudo, chi è stato il protagonista indiscusso? A buon intenditor…
E’ l’allievo di Gattuso (a sua volta divenuto alunno di FantAntonio per una notte, dopo la sceneggiata, non certo "british", tra Rino e Joe Jordan): chissà, comunque, nonostante i pochi mesi in rossonero, se ha già vissuto l’emozionante esperienza del volo… dalla famosa finestra di Milanello, ovviamente.
Il suo acquisto, per certi versi, è stato una scommessa, non ancora vinta (né persa) da Galliani & soci: visti i costi, non certo eccessivi, dell’operazione di gennaio (solo qualche spicciolo per il suo cartellino ma un ingaggio comunque importante) e l’età del giocatore (29 anni ancora da compiere), le premesse per un’altra opportunità, stavolta lunga un’intera stagione, ci sono tutte. Per la serie, il gioco vale eccome la candela.
Insomma, ecco i dieci motivi, alcuni molto validi altri meno, per cui è giusto riconfermare Antonio Cassano, matto del pallone dalla classe sopraffina.
E voi, cosa ne pensate? Vestireste di rossonero, ancora per una stagione, Antonio da Bari vecchia?