Tre domande per Allegri

Tre domande per AllegriMilanNews.it
© foto di Alberto Lingria/PhotoViews
mercoledì 5 ottobre 2011, 19:40Primo Piano
di Francesco Somma

Siamo arrivati al punto in cui non avremmo mai voluto. E la cosa peggiore è che abbiamo impiegato pochissimo: cinque giornate di campionato e due di Champions per la precisione. Qual è il senso del mercato estivo del Milan? Taiwo, Mexes, El Shaarawy, Nocerino, Aquilani. Dopo sette partite, ma soprattutto dopo il tracollo dello Juventus Stadium, quasi tutti sono finiti sul vagone dei bocciati.
Se a Torino il Milan ha sfornato la prestazione più brutta di un inizio di stagione tutt’altro che entusiasmante, a detta di Allegri e della maggioranza degli addetti ai lavori, la colpa è delle assenze. Senza Pato, Robinho, Gattuso, Abate, Flamini, Mexes e con Ambrosini e Boateng a mezzo servizio, è impossibile scendere in campo al massimo delle proprie possibilità.

Non c’è dubbio, giocano sempre gli stessi, ma altrettanto giusto è chiedersi se è proprio necessario.
Perché a Taiwo, promessa estiva, vengono preferiti dopo soli 51 minuti in gare ufficiali, Bonera, Zambrotta e Antonini? Perché Seedorf è costretto a giocare tre partite su tre, e Boateng a rimanere in campo oltre le proprie possibilità, quando in panchina c’è Alberto Aquilani, professione riserva di Mister X? Perché El Shaarawy va in tribuna contro la Juventus e a rilevare Cassano è Emanuelson, che evidentemente ancora non ha un ruolo preciso nello scacchiere di Allegri, ma di certo non è un attaccante, né assicura densità al centrocampo. Domande che fanno capire chiaramente che più degli infortunati, a mancare è la chiarezza. Delle idee, delle scelte, della strada da seguire. Cosa ci facciamo con gli innesti di agosto se l’allenatore non gli accorda la sua fiducia? Urge una risposta, prima che sia troppo tardi.