Un 2011 al... secondo tempo: Milan, svegliati prima

Un 2011 al... secondo tempo: Milan, svegliati primaMilanNews.it
© foto di ALBERTO LINGRIA/PHOTOVIEWS
mercoledì 2 febbraio 2011, 10:00Primo Piano
di Salvatore Trovato

Tra pali, sfortuna, gol sprecati e botte (prese) a destra e a manca, Milan-Lazio mette in evidenzia un aspetto di questo altalenante 2011 rossonero: gli uomini di Allegri si concedono sempre un tempo - il primo - di relax, prima di affondare i colpi nella ripresa, con intensità e voglia di spaccare in due avversari e partita.
E’ successo a Cagliari (0-0 senza emozioni), con l’Udinese all’ultima giornata di andata (1-1 acciuffato con sofferenza), a Lecce (anche qui 0-0 indescrivibile), un po’ meglio contro il Cesena (1-0), di nuovo male a Catania (0-0 senza palle gol) e ieri nel match a reti bianche contro la Lazio.
Da escludere problemi legati alla condizione: una squadra che tentenna nei primi quarantacinque minuti, per poi tirare fuori nel secondo tempo energie nascoste e impensabili, non può certo palesare squilibri fisici o difetti di resistenza e fiato.
Di certo non saranno i discorsetti (o rimproveri possibilmente) di Allegri all’intervallo, sorseggiando il classico the caldo, a spronare così drasticamente Ibrahimovic e compagni, totalmente trasformati contro i biancocelesti di Edy Reja. E’ più una questione di approccio, dunque, di mentalità.


Una tendenza da invertire al più presto, già a Genova, dove i rossoneri dovranno pensare a far meglio dall’inizio, subito dopo il fischio d’avvio, evitando di dover poi forzare al rientro dagli spogliatoi, con tutti i rischi del caso.
Attaccare a testa bassa, infatti, espone la squadra ai pericolosi contropiede avversari, che potrebbero così (è già successo) portare a casa il bottino pieno con il minimo sforzo, approfittando di eventuali errori milanisti. E giù con i rimpianti...
Servirà un Milan già proiettato sul pezzo, dunque, pronto, con organizzazione e velocità, ad avvolgere il Grifone, provando, come detto, a dettare i ritmi del match fin dal primissimo minuto di gioco, senza eccedere (chiaramente) ma con quella stessa voglia manifestata nei secondi quarantacinque minuti di ieri.