Zlatan, il Palermo per tornare in auge: due mesi di passione non cancellano il passato

Zlatan, il Palermo per tornare in auge: due mesi di passione non cancellano il passatoMilanNews.it
© foto di Giacomo Morini
lunedì 18 aprile 2011, 19:00Primo Piano
di Matteo Calcagni

Zlatan Ibrahimovic, nella prima metà della stagione, è riuscito a portare tanti punti e risultati all'undici di Allegri: una squadra che, in quel momento, era ancora in divenire. Mentre la formazione rossonera trovava la sua identità, con l'allonanamento di Ronaldinho e l'adozione dei tre mediani, la costante era il decisivo strapotere del campione svedese: nove reti e cinque assist raggiunti a dicembre, bottino che ha permesso il Diavolo di consolidarsi "Campione d'inverno". Non solo numeri per l'ex blaugrana: la presenza di Ibra, in un gruppo che doveva ritrovare continuità e spirito vincente, è stata un evidente toccasana. Zlatan si è preso il Milan sulle spalle, accrescendone le convinzioni e dando il là alla "fuga" in Serie A. Ma lo stesso 2011 dello svedese, tanto criticato dai più, ha condotto il Diavolo a risultati fondamentali: anche senza tantissimi gol, il numero 11 si è prodigato per la squadra, spartendo assist e presidiando con tenacia e forza fisica l'attacco rossonero. Tutto fino a Milan-Bari quando, dopo una rete annullata per un dubbio fallo di mano, Ibrahimovic ha cominciato i suoi due mesi di "passione". La manata rifilata a Rossi, in una sfida a tratti maledetta, è costata il primo lungo stop al centravanti rossonero: tre giornate di squalifica, ridotte a due grazie al ricorso. Il Milan, che qualche mese prima forse non avrebbe retto all'assenza del ventinovenne di Malmoe, è riuscito a fare quadrato, vincendo il derby e staccando l'arrembante Inter di Leonardo.

Zlatan, a sanzione scontata, è tornato al Franchi da leader: le due reti che hanno spianato la strada all'undici di Allegri, di fatto, sono nate proprio da due intuizioni dello svedese, brillante come non mai sul terreno fiorentino. La sorte, tuttavia, prevedeva un nuovo scoglio nel destino dell'attaccante rossonero: prima due reti da non sbagliare, poi un severo giallo da diffidato, infine l'espulsione per una parolaccia di cui si abusa su qualsiasi terreno di gioco. Altre tre giornate di squalifica, a chiudere un marzo-aprile stregato. Il Milan, anche in questo caso, è riuscito a non disunirsi, battendo la Sampdoria e guadagnando terreno sia sull'Inter che sul Napoli, entrambe sconfitte. Nel frattempo Allegri, oltre ai guai disciplinari, ha perso anche Alexandre Pato: il brasiliano, cercando un tacco al volo contro i blucerchiati, ha riportato l'ennesimo stiramento ai flessori, salutando la truppa per almeno due settimane. Robinho e Cassano, fino al ritorno dalla squalifica del bomber di origini bosniache, saranno i principali fulcri offensivi del Diavolo, almeno in Campionato: in Coppa Italia, invece, Ibrahimovic sarà abile, arruolabile e volenteroso di regalare la Finale ai suoi tifosi. Una giornata, quella di mercoledì, che avrà un'importante valenza per l'attaccante svedese: prima la discussione del ricorso, poi il Palermo, avversaria che si frappone fra il Milan e la coppa nazionale; mai come quest'anno un obiettivo chiaro e conclamato dei rossoneri. Due mesi storti non cancellano quanto profuso da Zlatan in questa stagione: i sostenitori del Milan non dimenticano e, come è stato finora, continueranno a dare man forte al proprio beniamino.