Berlusconi sta con Allegri e Dinho è sempre più lontano. Ibra aspetta il suo ricambio. Portogallo e Argentina possibili terre di conquista
Il pranzo è servito: una frase che negli ultimi giorni è scattata con grande anticipo in quel di Milanello, al fine di preparare mente e corpo al lunch match contro il Bologna di oggi. Lo stesso procedimento è stato adottato con gli allenamenti, svolti alle 12.30, orario del fischio d'inizio. Una modifica netta alle abitudini che non ha minimamente scalfito la consueta tranquillità di Allegri in conferenza stampa. Chi invece si sarà sicuramente sentito franare la terra sotto i piedi è, ancora una volta, Ronaldinho: chissà cosa sarà girato nella testa del Gaucho quando ha ascoltato il finale dell'intervento del suo mister, che ha sottolineato come il presidente lo abbia contattato telefonicamente prima della sfida con il Brescia, complimentandosi per il modo di giocare della squadra e per il primato in classifica. Un gruppo che ha raggiunto questa condizione favorevole proprio escludendo dall'undici titolare il fantasista brasiliano, che resta sempre un pupillo del numero uno rossonero, ma non è più un intoccabile. Il contratto in scadenza e le continue esclusioni suggeriscono un divorzio sempre più imminente, nonostante da entrambe le parti si moltiplicano le smentite di circostanza. Una condizione da elemento fondamentale è stata invece raggiunta invece dal compagno Ibrahimovic, così come confermato dalla brutta serata di Champions League contro l'Ajax: il tecnico livornese ha ragione nel dire che lo svedese ha una grande squadra alle spalle che gli consente di esprimersi al meglio, ma senza il bomber di Malmo l'attacco stenta. Ecco perchè Galliani e Braida hanno scoperto le loro carte sul tavolo, iniziando a sondare il terreno per diversi obiettivi: dagli ex canterani Paloschi a Matri, fino ai big Benzema a Funes Mori. E c'è sempre il sogno nel cassetto, Super Mario Balotelli. I nomi sono tanti e a gennaio la società è pronta a fare un investimento più o meno grande, per mettere Allegri in condizione di far rifiatare il suo perno, senza dover modificare l'assetto del suo schema tattico. Il viaggio in Sudamerica del direttore sportivo è un indizio importante sulla volontà di monitorare un largo parco di uomini per scegliere quello con le migliori caratteristiche possibili, anche in ottica futura. Dato importante perchè manca una vera alternativa al goleador svedese, spesso sfiancato dai ripetuti impegni consecutivi.
L'esperimento dell'accoppiata Binho-Dinho è miseramente naufragato nello 0-2 casalingo infrasettimanale e il rientro di Pato non garantisce quelle caratteristiche "inzaghiane" all'interno dell'area di rigore. Acciacchi fastidiosi che non si sono limitati a bloccare le scelte offensive, congelando l'accoppiata composta dai due migliori acquisti del mercato di Gennaio, andando invece ad intaccare anche centrocampo e difesa. Allegri non ha fatto dietrofront sul mancato uso del turnover contro i lancieri di Amsterdam, insistendo sull'importanza dell'impegno europeo, nonostante il Milan avesse già passato il turno e fosse certo della seconda piazza dietro al Real Madrid di Mou. Tutto vero, se non fosse che Thiago Silva rappresenta la più grande certezza difensiva rossonera insieme a Nesta e Mathieu Flamini, dopo un inizio di campionato vissuto ai margini, ha ben interpretato il suo ruolo nella mediana, sfoderando inserimenti figli della sua lunga storia nell'Arsenal di Arsene Wenger. La profondità della rosa del Diavolo consente comunque di poter schierare elementi di sicuro affidamento come Daniele Bonera, in vantaggio su Mario Yepes per ricoprire il ruolo di centrale di difesa. L'assenza di O'Mostro peserà nel tenere d'occhio una vecchia volpe come Marco Di Vaio e, nel turno successivo, Thiago non potrà arginare lo spirito di rivalsa di una Roma che vorrà accorciare il distacco nella corsa scudetto. Più scelta nel reparto di centrocampo dove Allegri potrebbe anche ripetere l'esperimento di Kevin Prince Boateng sulla trequarti. Occhio anche al pericolo diffida: Ambrosini, Pirlo e Ibra dovranno stare accorti. Una ammonizione contro il Bologna costerebbe l'ultima importantissima sfida del 2010 contro i giallorossi. Poi ci sarà finalmente spazio per il meritato riposo e, soprattutto, per le trattative di calciomercato: le ambizioni sui tre fronti richiedono uno sforzo importante verso il rinnovamento. Occhio dunque ai viaggi verso Portogallo (sponda Benfica, uscito dalla Champions e conseguentemente meno ostile alle cessioni dei gioielli della retroguardia, David Luiz e Fabio Coentrao) e Argentina (direzione River Plate che ha problemi finanziari e ovvie necessità di denaro fresco), che potrebbero regalare novità importanti per la seconda parte del campionato e per l'avvenire della società di via Turati.
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