Chapeau Luca. Sottovalutateci ancora e sempre. Bennacer e Kessie

07.01.2023 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Chapeau Luca. Sottovalutateci ancora e sempre. Bennacer e Kessie
MilanNews.it

E' sempre stato altro rispetto a noi Luca Vialli. E' stato altro rispetto al laghetto di Milano 3 a me molto caro. E' stato altro rispetto alla nostra cara Nazionale Usa 94 style di Arrigo Sacchi. Ma essere altro non è una colpa. E' un insieme di scelte, una catena di caratteristiche. Che non fanno male a nessuno. Essere non significa danneggiare. E' stato altro Luca Vialli, ma senza mai essere acre. Atteggiamenti autentici, veri, alti, che anche il buon Dio apprezza visto cosa gli ha regalato in quella notte di luglio, quell'attimo infinito, quell'abbraccio a Mancini e tutti gli italiani a Wembley. Proprio sotto quel cielo che gli aveva negato quella coppa dei Campioni, nella quale e per la quale anche noi tifavamo per lui. C'è una sola cosa indispensabile e fondamentale nel calcio: l'avversario. Da soli non possiamo giocare, non possiamo emozionarci, non possiamo fare niente. E se l'avversario è come Luca Vialli, tutti in piedi. Cheapeau e inchino. Sempre e per sempre.

E' ricominciata ragazzi. La corsa insistita e puntuta alla sottovalutazione del Milan. Non mancano le trasmissioni tv in cui si serrano immediatamente le mascelle dei presenti in studio, non appena l'argomento della discussione diventa rossonero. Siamo alle solite. L'anno scorso le più forti erano Inter e Napoli. Quest'anno invece sono Napoli, Inter e Juventus. Noi siamo una resa dei conti, ci siamo permessi una volta di smentirli e che non succeda mai più. Siccome non ci capiscono, non abbiamo diritto di esistere. Siamo un caso, un episodio, una comparsa. Mi trovate polemico? Ma mancherebbe altro. Avanti così. Se c'è un modo di alimentare il nostro fuoco, il nostro orgoglio, la nostra energia, è proprio questo. Avanti mascelloni, avanti così. Senza soste e senza titubanze. Che i negazionisti ora e sempre siano il nostro pane quotidiano. Per noi lo scetticismo pregiudiziale, lo scetticismo da casta, è come l'area di servizio in autostrada quando c'è bisogno di fare benzina. Indispensabile.

La gragnuola di occasioni che abbiamo creato a Salerno, un sesto di quelle che abbiamo creato quando abbiamo pareggiato all'Arechi nello scorso campionato da Scudetto, l'ha prodotta la stessa squadra del tricolore escluso Maignan. Ma allora eccola la falla, dicono i super critici, gli iper critici, i sempre critici. Se per far bene abbiamo bisogno di quelli dell'anno scorso, vuol dire che il mercato è stato sbagliato, che non ci ha dato nulla, che va tutto male e che è tutto da rifare. E invece no, cari amici iper sensibili. Salerno è solo la dimostrazione che la creatura è così importante che se un anno e mezzo, due anni fa, era tutto sommato abbastanza semplice diventare titolari del Milan, oggi non è più così. Oggi bisogna mettersi comodi, prendere il numerino e dimostrare tantissimo prima di poterci essere. E poi non è neanche vero che a Salerno era il Milan dell'anno scorso senza Maignan. Perchè a Salerno c'era Bennacer che nella scorsa stagione c'è stato poco. Ma a tutti quelli che pensano di avere buona memoria chiedo: è meglio il Bennacer di questi primi mesi di stagione o il Kessie dei primi mesi della stagione scorsa? Proprio vero allora che siamo gli stessi? Non è che per caso, dico per caso, siamo anche migliorati?