Chi pensa che il Milan stia tornando nei ranghi non sa né di calcio e nemmeno di aritmetica. Elliott scelga tra il basso profilo o puntare su rinforzi che portino un risultato. il caso Romagnoli: soffre l’assenza di Kjaer

17.12.2020 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Chi pensa che il Milan stia tornando nei ranghi non sa né di calcio e nemmeno di aritmetica. Elliott scelga tra il basso profilo o puntare su rinforzi che portino un risultato. il caso Romagnoli: soffre l’assenza di Kjaer

Chi pensa che il Milan stia per essere ridimensionato dalle concorrenti che scaldano i motori è molto distratto. Chi pensa che l’assenza, in contemporanea di Ibrahimovic, Kjaer, Gabbia, Bennacer e Theo Hernandez -mezza squadra titolare cioè- non debba produrre conseguenze, non sa di calcio e nemmeno di aritmetica nel senso che non sanno contare. Perciò il 2 a 2 col Genoa, merito anche della prodezza finale di Donnarumma, è un avviso ai naviganti. E qui il riferimento evidente è alla proprietà del Milan perché da gennaio in poi giocherà un ruolo decisivo. Nelle prossime due sfide, col Sassuolo e con la Lazio, bisognerà tirare fuori le ultime energie rimaste nel serbatoio del gruppo. A gennaio, oltre a Ibra, qualche altro recupero sarà possibile ma proprio da gennaio comincerà un tour de force incredibile. Già perché questa è la seconda caratteristica di questa stagione: si giocherà in continuazione, senza soste, tra campionato, coppe europee e coppa Italia.

Pensate per esempio alle sfide di ritorno con Inter e Roma: sono inserite nel calendario tra l’andata e ritorno con la Stella Rossa. Impensabile affrontare i prossimi mesi con l’attuale rosa a disposizione. La spiegazione è abbastanza elementare. Si può fare spazio a Kalulu, classe 2000, si può lanciare nella mischia Brahim Diaz, si può aspettare che Leao recuperi uno smalto decente e che Rebic torni quello precedente all’infortunio del gomito ma non si può pretendere che in queste condizioni precarie, il Milan e Pioli possano tenere fino in fondo la stessa media di punti e di gol (14esima gara con 2 gol prodotti).

Allora bisogna chiedersi: è possibile, nella finestra invernale di calcio-mercato, puntellare la rosa attuale colmando alcune lacune segnalate nei mesi passati (a centrocampo per esempio, in difesa ancora) provando a far partire quelle pedine fin qui mai utilizzate, anche in condizioni di classica emergenza (Krunic, Duarte oppure i giovanissimi tipo Colombo)? È vero: solitamente a gennaio non si muovono i famosi top ma è altrettanto vero che sempre nel mese di gennaio è possibile “pescare” pedine giuste per una squadra come il Milan. Faccio due esempi didascalici: a parte Van Bommel e Cassano nell’anno scudetto aggiungerei Balotelli nell’anno del terzo posto di Allegri. Gli eventuali rinforzi non devono essere tappabuchi, naturalmente

Merita un capitolo a parte Romagnoli. Premessa: è reduce da un lungo infortunio muscolare. Ha dovuto recuperare in grande fretta per il covid di Gabbia. È reduce da qualche prestazione non proprio esemplare e secondo il mio punto di vista la spiegazione è dovuta anche all’assenza di Kjaer che aveva reso più sicura e compatta la difesa milanista nelle puntate precedenti. Adesso, avendo al proprio fianco un ragazzo alle prime esperienze nel ruolo (Kalulu è un terzino, non dimentichiamolo), sembra preoccupato e intento a consigliare la posizione giusta al sodale.