Con Donnarumma in partenza a zero euro il Milan chiuderà i rapporti con Raiola. Senza Zhang lo stadio sarà solo rossonero?

06.05.2021 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Con Donnarumma in partenza a zero euro il Milan chiuderà i rapporti con Raiola. Senza Zhang lo stadio sarà solo rossonero?
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Di Donnarumma, del suo rendimento in Juve-Milan e del suo futuro parleremo da domenica notte e per le prossime settimane. Qui possiamo fissare alcuni punti e decifrare la strategia di Elliott sulla questione. Le parole spese da Gigio sul rapporto con i tifosi mi sembra abbiano un obiettivo preciso: provare a vivere, serenamente, gli impegni futuri di campionato e magari anche le tre tappe romane dell’europeo azzurro. Il Milan lo ha tenuto al coperto perché questo è l’interesse della società fino a quando non diventerà ufficiale la sua decisione. È il rapporto Raiola-Elliott che sta per essere riesaminato. Perché il fondo ha deciso che non si lascerà trascinare nella corsa al denaro e non solo perché poi toccherà discutere per Romagnoli e così via ma perché la stessa area tecnica ha stilato una priorità dei rinnovi che parte da Kessiè, passa attraverso Calabria, e si conclude così. Donnarumma e Calhanoglu, non dovessero accettare le offerte ricevute, possono accogliere quelle del miglior offerente. Il Milan perderà il portiere super dei prossimi anni ma Gigio farà una scelta che gli “macchierà” la carriera. Ha inseguito Raiola e la sua famiglia per amore disperato dei soldi. Liberarsi di Raiola vorrebbe dire per il club affrancarsi da una schiavitù e nello stesso tempo affiancare il presidente della Fifa Gianni Infantino che ha fissato nel “salary cap” uno dei punti fondamentali della sua prossima azione.

Il nodo dello stadio. La richiesta del comune di Milano di una nuova e più pletorica documentazione in materia di anti-mafia ha spostato a fine giugno il termine per il completamento del dossier nuovo stadio. Nel frattempo il sindaco Beppe Sala, interista dichiarato, è in attesa di ricevere la visita di Zhang per conoscere quali siano i propositi della proprietà che deve impegnarsi per i prossimi anni in una operazione da 1,2 miliardi di euro che la vedono direttamente coinvolta per la metà (600 milioni). Che cosa racconterà Zhang a Sala? Non certo le frasi di circostanze ascoltate in questi giorni di festa per lo scudetto. Ci vogliono impegni, firme, non chiacchiere. Nel caso in cui l’Inter si sfilasse dal progetto -per completare il quale sono stati già versati un bel numero di quattrini agli studi tecnici che li hanno elaborati- il Milan si ritroverebbe da solo dinanzi a un bivio. E cioè decidere se tirare dritto per la sua strada magari trovando -nell’ambito dei suoi rapporti sul mercato- altri possibili partner oppure completare da solo l’operazione. Che significherebbe accontentare quella parte di tifosi che ambirebbero a essere i soli frequentatori della struttura e moltiplicherebbe poi l’appeal del brand rossonero sul mercato degli sponsor.

Pioli in panchina. Molti lettori, sull’onda emotiva dell’arrivo di Mourinho alla Roma, continuano a sottopormi interrogativi e quesiti riferiti alla riconferma di Stefano Pioli. Mi scrivono: “sei sempre favorevole? Non è il caso di cambiare se dovesse fallire la Champions?”. Rispondo qui per tutti: non ho cambiato idea. Quello che pensavo dopo la Lazio, penso dopo il Benevento e, assicuro, dopo la Juve qualunque sia il risultato. Perché valuto il lavoro svolto dal 13 giugno 2020 e non soltanto gli ultimi mesi durante i quali ci sono stati errori e cali di rendimento spiegabilissimi con l’attività del gruppo. Basta sfogliare la collezione dei giornali sportivi dell’epoca per vedere che prima del via al campionato nessuno degli opinionisti interpellati aveva indicato il Milan come possibile vincitore dello scudetto. Non solo. Ma durante i mesi del suo primato continuavano a circolare storielle tipo “vince perché gioca negli stadi vuoti” come se oggi si giocasse con gli stadi riaperti.

Espn ci regala l’ultima follia di Ceferin, presidente dell’Uefa. Minaccia di lasciar fuori dalle coppe Real Madrid, Barcellona, Juventus e Milan perché non hanno esplicitato “il disconoscimento” della SuperLega. Peccato per lui che qualche ora prima, il presidente della Fifa Gianni Infantino, abbia rilasciato un’intervista nella quale si è detto contrario a ogni sanzione e abbia ammonito Ceferin a risolvere i contrasti, anziché minacciare ritorsioni clamorose. Non finisce qui. E non finirà come pensa Ceferin. Cause in agguato.