Diavolo, un cuore grande così... ma un tassello può sistemare l'architrave
Milan-Udinese è un incontro che trasuda di emozioni e significati: una sfida quasi onirica, che inietta negli occhi del tifoso disperazione, gioia, delusione, soddisfazione e rammarico. Un mix centrifugato che ha messo a dura prova le coronarie del popolo rossonero: una prestazione piena zeppa di errori, ma attraversata da uno spirito battagliero d'altri tempi. Nel dopo Roma si era criticata la scarsa verve del Diavolo in situazioni di svantaggio: poche rimonte, quasi esclusivamente provenienti dai piedi e dalla tenacia di Superpippo, avevano caratterizzato il 2010 targato Allegri. Il match contro i friulani ha regalato ben tre rimonte, al limite dell'inspiegabile, tanto da capovolgere l'attuale filosofia di questa squadra solida ed essenziale. Le quattro reti subite, a conti fatti, sono figlie delle assenze e del modulo spregiudicato: è chiaro che errori tecnici di tale evidenza, a conti fatti, possono compromettere il cammino vincente di qualsiasi formazione. Mentre la Società è alla ricerca di un rinforzo a centrocampo, reparto che dovrebbe ritrovare almeno due elementi in questa settimana, sarebbe forse più appropriato concentrarsi su un altro settore del campo: la difesa. La continua altalenanza tra alternative per sopperire alle assenze del duo difensivo più forte del Mondo, in maniera piuttosto evidente, palesa l'esigenza di un nuovo innesto per il settore centrale. Discorso simile anche per gli esterni: i soli Zambrotta, Antonini e Abate non possono garantire una sicurezza a lungo termine e, senza tergiversare oltre, il ricorso al mercato sarebbe cosa buona e giusta. Adriano Galliani, dopo aver compiuto un vero e proprio capolavoro scatenando un'asta per Ronaldinho, al ritorno dal Brasile avrà il compito di gestire al meglio le risorse a disposizione, rinforzando la rosa attuale nei punti cardine. Per tentare un en plein, oltre ad un'alternativa a Ibrahimovic per la Champions, servirebbe anche un nuovo tassello in difesa. Come già accennato, tuttavia, la sfida contro l'undici di Guidolin ha mostrato non solo errori e disattenzioni, ma anche cuore e determinazione, oltre alle tante note liete dei singoli: il ritorno al gol di Pato (splendida la seconda rete), il solito sigillo di Zlatan, il doppio assist di Cassano (terzo in due partite in rossonero), le prove mostruose di Thiago Silva e Gattuso, l'esordio dal primo minuto di Strasser... Temi che, ad uno ad uno, meriterebbero pagine e pagine, ma una menzione particolare va al giovane Rodney: in tre giorni, da mascotte di Milanello, si è trasformato in giocatore quasi indispensabile per Allegri. La prova del ventenne della Sierra Leone, in una gara tanto ardua e complicata, è stata di uno spessore unico: senza perdere troppo sonno sul mercato... il tassello per la mediana potrebbe proprio essere il ragazzo di Freetown.
Il Milan, con il pareggio ottenuto contro l'Udinese, chiude il girone d'andata da capolista a 40 punti. L'Inter, ritrovato l'entusiasmo con Leonardo, riprende la via della vittoria e si ricandida fortemente per fronteggiare lo Scudetto ai rossoneri. Nel frattempo, in un 2011 pieno di sorprese, Juventus, Roma e Lazio perdono terreno. I bianconeri, dopo la debacle contro il Parma, vengono sconfitti da un grande Cavani che, con la sua tripletta, lancia il Napoli al secondo posto solitario in classifica. La serata partenopea sarebbe irreprensibile, ma il presidente De Laurentiis, dopo una bella vittoria, ha voluto a tutti costi cercare la polemica: "Non credo allo scudetto, perché vuole vincerlo Berlusconi e farà di tutto pur di portarlo a casa. Un pareggio ottenuto con un gol in fuorigioco la vuol dire lunga. E io non voglio queste competizioni fin quando le regole saranno queste. Con Berlusconi non si può competere". Un'uscita infelice ed inappropriata che avrebbe potuto tranquillamente risparmiarsi.
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