Ecco le condizioni del Milan per il Kakà-bis. Boateng: che colpo e Galliani gongola
Checché se ne dica, il Milan ha meritato di vincere contro il Napoli. Non ce ne vogliano i tifosi napoletani ma la sfida di San Siro ha certificato come gli azzurri di Walter Mazzarri non fossero pronti a livello sia psicologico che sul piano della rosa ad affrontare una sfida così importante, dal sapore vintage anni ’80, reso ancora più spettacolare dagli oltre 10 mila tifosi napoletani presenti allo stadio come avveniva per le sfide in cui, davvero, le due compagini si giocavano il tricolore. Il rigore che ha sbloccato la partita è molto generoso, se non addirittura inesistente, ma lo score della partita recita, alla voce “tiri in porta” 5 conclusioni nello specchio da parte del Milan e un laconico 0 nella casellina del Napoli. Abbiati, che per la troppa noia quasi si stava abbioccando, ha provato a ravvivarsi mettendoci del suo su un cross innocuo che poteva costare carissimo. Non si deve cantare vittoria, perché alla fine mancano ancora 11 partite, ma la sensazione è che il gruppo abbia ripreso a correre e a imporre il proprio gioco, oscurando le assenze di giocatori fondamentali come, ad esempio, Andrea Pirlo e rispolverando vecchi baluardi come Jankulovski che hanno saputo rispondere presente in un’occasione decisiva e delicata. Ma il vero uomo in più di questo Milan è Kevin-Prince Boateng.
L’incursore ghanese, perché definirlo centrocampista sarebbe riduttivo, è riuscito, ancora una volta, a spaccare in due la partita e ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che è il prototipo del calciatore moderno. Galliani si sfregava le mani in tribuna, ben sapendo di essersi messo in casa il futuro della mediana. Nella stessa tribuna, qualche fila più in basso rispetto alla postazione dell’AD di via Turati, c’erano Bosco Leite e Mino Raiola. Il primo, agente di Ricardo Kakà, ha avuto una cena, nell’immediato post partita, proprio con Galliani dove, quasi sicuramente, avranno parlato della possibilità di riportare Ricky a Milanello ma Galliani ha messo subito l’ingegnere brasiliano davanti alle condizioni del Milan ovvero: il club non deve avere un esborso per riaverlo e il giocatore deve accettare la nuova linea economica degli stipendi, rinunciando ai 9 milioni che percepisce a Madrid e accontentarsi, inoltre, di non essere l’uomo attorno al quale costruire la squadra. Nei prossimi giorni, con ogni probabilità, il plenipotenziario chiederà il parere vincolante dello spogliatoio per poi capire quanto voglia Florentino Perez ma le esigenze per la prossima stagione, per un Milan competitivo anche in Europa, sono ben altre e di questo, anche coloro che rivorrebbero Kakà al Milan, ne sono consapevoli.
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