Giù le mani da Gigio. Gazidis e il suo Milan. Derby Together

13.02.2021 00:00 di Mauro Suma   Vedi letture
Giù le mani da Gigio. Gazidis e il suo Milan. Derby Together

Dybala non rinnova, Lautaro non rinnova, Suarez passava di lì per caso, Agnelli e Conte non hanno fatto nulla di grave, Zhang a Torino non c'era. Di tutto questo cosa rimane? Donnarumma, of course. Dopo essersi inventati gli stadi vuoti, la dipendenza da Ibra, i rigori, il razzismoooooo, eccolo il nuovo modo di tenere per le palle il Milan. Ma Donnarumma, ma certo che sì, ma perchè non ci avevamo pensato prima...Le vedo le anime nere, le vedo distintamente. Coprono latitanze societarie, esposizioni debitorie presso le banche, plusvalenze da olezzo e varie amenità altrui, per dare in pasto ai tifosi del Milan ancora e sempre lui, Gigio Donnarumma. Guardatelo il vostro eroe, vuole 10 milioni all'anno al tempo della pandemia. Ma adesso è proprio qui che i tifosi del Milan devono fare il salto di qualità. Se c'è chi, proprio attraverso i suoi tifosi, vuole destabilizzare il Milan tornando a banchettare sulla pelle di Gigio, deve essere messo alla porta. I tifosi del Milan non possono e non devono fare il gioco di chi vuol male al Milan. Riempire i social di contumelie verso Gigio significa entrare nella sfera emotiva del nostro ragazzo. Come all'Europeo Under 21 dell'estate 2017, come la sera del pianto di San Siro del dicembre 2017, come la notte degli errori in finale di coppa Italia del maggio 2018. Fare i tafazzi su Gigio, significa rischiare seriamente di sfasciare la stagione del Milan. Gigio è parte del gruppo, una delle anime della compattezza finalmente raggiunta, un tifoso del Milan che difende la porta del Milan. La nostra stagione cruciale è la priorità assoluta. Ve ne prego, tifate per il Milan e tutelate il vostro ragazzone di Castellammare. Non entro nel merito della vicenda e della trattativa, per il semplice motivo che non la conosco. Non faccio finta di conoscerla, non dò a vendere di conoscerla. So però, e molto bene, con tutte le cicatrici del caso, quanto abbiamo sofferto dal 2012 ad oggi e adesso che finalmente stiamo tornando a giocarcela, fare da sponda al Gigicidio e quindi al Milanicidio, no. Non fatelo, se salta questa stagione proveremo un dolore profondo e di questa stagione Gigio è parte integrante, è protagonista, è anima e cuore. Giocatela anche voi questa stagione, da protagonisti quali siete, e fate della stagione rossonera la vostra priorità. La nostra priorità. Tastiere, social, sfoghi, imprecazioni: no. Non fate il loro gioco. Fate il nostro, quello di Gigio, quello del Milan. 

Non ho amato Franco Baresi per quello che ha vinto negli anni d'oro. L'ho amato perchè mi è sembrato un angelo in campo la prima volta che l'ho visto giocare. L'ho amato perchè è stato con me quando ero brutto, sporco e cattivo. L'ho amato perchè non mi ha mai lasciato solo e ha sempre cercato di proteggermi battendosi per me. Senza fare nessun tipo di paragone, non guardo con affetto a Ivan Gazidis adesso che siamo primi, che facciamo le coppe, che i conti tornano, che gli sponsor arrivano, che non siamo più divisi, che lui l'ad rilascia interviste piene di intensità professionale e di amore carnale per il Milan.  Ho provato grande tenerezza e simpatia per Ivan Gazidis, quel giorno grigio e cupo. Proprio quello. Quel pomeriggio da incubo di Milan-Genoa, marzo 2020. Il giorno del lockdown totale, della vita, del calcio, del Milan. Non potevo dirlo allora, perchè sai l'aziendalista, sai il lecchino. E il senso della considerazione non sarebbe mai passato, a danno quindi del dirigente e quindi del Milan. Lo dico ora, che il Milan e la sua solidità, il Milan e la sua avanguardia societaria e tecnica stanno balzando agli occhi di tutti. Se Gazidis fosse quello di cui in tanti hanno chiacchierato a vanvera, quel giorno se ne sarebbe stato bello abbottonato e coperto. Il dirigente in grisaglia, il londinese algido se ne sarebbe stato bello tranquillo in spogliatoio o dove volete voi, certo non tutto solo nello stadio vuoto, davanti a telecamere impietose. E invece glielo si leggeva chiaro in faccia che soffriva. E chi soffre, ama. E chi ama, raddoppia gli sforzi. Di giorno e di notte. Come è emerso con chiarezza nell'intervista di questa settimana. Nella quale Gazidis ha lasciato la ribalta a tutti, a Elliott, a Paolo Maldini, a Stefano Pioli, a Zlatan Ibrahimovic. Lui si è messo in controluce e ha disegnato il Milan con la sua visione, ha compattato il Milan con le sue parole. Protagonista il giorno della sconfitta, non protagonista il giorno dell'intervista in tempi di vittorie. Beh, amare il Milan e metterlo oltre tutto è esattamente questo. Un buon esempio. 

Ma come è stato bello acquistare il virtual ticket di Derby Together. E' stato bello farlo mio, entrare in casa nostra sul sito del Milan, sentirsi parte di qualcosa, acquistare finalmente un biglietto di curva: sapeste come mi manca la curva ragazzi da tanti tanti anni, non ne avete nemmeno idea...Il giorno del derby, guarderemo "il nostro posto" e lo coccoleremo, chiuderemo gli occhi e vedremo lo stadio pieno. Con Fondazione Milan e con Franco Baresi abbiamo fatto un assist alle nostre emozioni, aiutando le fasce più fragili della popolazione e riempiendo il nostro stadio. Il biglietto virtuale è da collezione, è un pezzo di cuore. Vedere il numero del posto, il nome, il cognome, è come scendere in campo, è come giocare al fianco dei nostri ragazzi. E' orgoglio di appartenenza all'ennesima potenza. Grazie Derby Together. E tutte le volte che vorrai fare altre cose Together falle caro, vecchio, giovane, Milan. Noi ci saremo. Sempre.