Grazie quarta maglia. Tocca sempre a noi

02.04.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Grazie quarta maglia. Tocca sempre a noi
MilanNews.it

Meno male che si è scatenato, un po' spontaneamente e un po' istigato, il tafazzismo di inizio weekend sulla quarta maglia rossonera circondata dal bianco della Storia. La quarta, lo ricordo, non la prima. Ma a chi non è piaciuta è sembrato un buon pretesto per criticare, fare polemica, lanciare accuse. Bene bene, ben vengano. Molto meglio le nuove maglie che piacciono ad alcuni e non piacciono ad altri, come normale nel calcio, piuttosto che il solito andazzo della settimana. Ragazzi, è stato un supplizio. Volata Scudetto, vista sullo Scudetto, lo scudetto e poi l'addio, lo scudetto e poi il Qatar, Tonalissimo, i moschettieri, l'entusiasmo scudetto dei 60mila per Milan-Bologna, prima due partite da X e poi Milan-Bologna... Ragazzi, mi manca l'aria. Non c'è stata riga di giornale da mercoledì in poi che non abbia riguardato lo Scudetto del Milan. Tra un entusiasmo da vellicare editorialmente e qualche gufata che usciva da polpastrelli che conosciamo perfettamente. Dopo tutta una stagione passata a dirci che le uniche favorite per il titolo erano altre. Basta basta basta, esorcizzare. Esorcizzare tutto, esorcizzare sempre. Non è scaramanzia la mia. E nemmeno esoterismo. Ma una semplice constatazione delle caratteristiche della squadra. Le partite del Milan sono tutte partite che partono senza il risultato scolpito sulla pietra. Mai. E quando è così bisogna vivere goccia a goccia e vedere come vanno a finire una a una. I tre avversari che abbiamo in classifica sono forti, il vantaggio marginale e da aggiornare. Non voglio frustrare i sogni dei tifosi del Milan, mancherebbe. Ma nemmeno illuderli. La strada per il sogno è molto stretta. Va imboccata con tanta speranza, ma senza illusioni.

La partita che ci aspetta lunedì sera, quindi non è un confronto privato fra il Milan e lo scudetto. No, certo che no. La partita ha un nome e un cognome, si chiama Milan-Bologna. E visto che la parola d'ordine è esorcizzare, facciamolo. Avremmo tanto voluto che Sinisa ci fosse, sia ben chiaro. Sinisa, uomo vero, uomo bello, conosciuto davvero qui a Milanello. La sua assenza o la sua presenza nulla hanno a che vedere con il calcio e con la scaramanzia. Siamo vicini vicini a lui e a tutta la sua famiglia. Ma a questo punto è chiaro che il Bologna darà l'anima per il suo leone in ospedale, per il suo condottiero che lotta con i colpi di coda della malattia. Quindi lasciamo l'ambito delle persone e andiamo su quello delle squadre. A dicembre in Friuli trovammo l'Udinese appena passata da Gotti a Cioffu e fu scossa. A febbraio stessa cosa con la Salernitana appena passata da Colantuono a Nicola e fu ancora scossa. Adesso il primo Bologna senza Sinisa fisicamente, ma con Sinisa nel cuore dei giocatori in campo. Non tendo di certo a fare il profeta di sventura, voglio semplicemente che non si sottovaluti nulla sul piano ambientale, che vengano soppesati e tenuti in conto tutti i dettagli, tutte le sfumature. Alle cose tecniche, tattiche, di spogliatoio e di campo abbiamo già chi ci pensa a tutti i risvolti e anche alla grande. Ma l'energia che si sprigiona nell'aria, fuori da Milanello, che sgorga dalle illusioni ed entra in circolo nell'atmosfera, non mi piace. Sognare è bello e affascinante, ma dobbiamo sapere che stiamo sognando qualcosa di tremendamente duro ed impervio. Che nessuno aveva o avrebbe mai pronosticato mai. Lottiamo, diamo l'anima, lasciamo pure sul campo qualche anno di vita. Ma senza che l'illusione, che non è dolce per sua natura ma amarissima nella sua possibile coda, ci rifili colpi bassi che peraltro non ci meritiamo. Forza. A lunedì.