Il dolce gusto di sentirsi forti. Rinnovo Gigio: fateci questo regalo entro Natale. A gennaio due tasselli mentre Thauvin abbassa le pretese economiche

30.11.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    vedi letture
Il dolce gusto di sentirsi forti. Rinnovo Gigio: fateci questo regalo entro Natale. A gennaio due tasselli mentre Thauvin abbassa le pretese economiche
MilanNews.it

Il Milan inizia a prenderci gusto a stare lassù, in vetta al campionato e fino ad ora ha occupato l’attico della Serie A con pieno merito. La squadra di Stefano Pioli, ieri, ha vinto da grandissima squadra al netto di quello che possono dire tanti opinionisti che continuano a sminuire quanto di buono sta facendo questa squadra. All’interno del gruppo c’è la forte sensazione di aver trovato una quadra ambientale che a Milanello mancava da tanto, troppo tempo e che con un paio di ritocchi a gennaio, ci si potrebbe divertire ancora di più. Che i giocatori siano uniti lo si è visto non tanto nelle esultanze in campo, ma in quelle rabbiose di Ibrahimovic che sembrava un ultras. Per lui, stare lì nelle poltroncine dietro le panchine ad assistere alla gara, è stato molto difficile ma ha avuto delle risposte importantissime da parte dei compagni, che hanno saputo sviluppare gioco in maniera aggressiva e armoniosa anche senza di lui. E guardando la partita, pur contro un avversario che ha delle ottime qualità come la viola, si è avuta la netta sensazione che il Milan abbia vinto  da grande squadra, reagendo ulteriormente alle difficoltà. I segnali si erano avuti a Lille, dove sarebbe bastato un briciolo di attenzione in più per poter essere nuovamente in vetta al girone, e la conferma più bella la si è avuta ieri dove una squadra anagraficamente giovane ha imparato a gestire i ritmi delle varie fasi della partita. Poi se hai un fenomeno tra i pali che disinnesca due azioni come quelle di Vlahovic e Ribery, tutto viene più facile.

Perché Gigio Donnarumma è un fenomeno e riscriverà le regole d’interpretazione del ruolo. E lo farà, con buone percentuali, ancora per diversi anni con la maglia del Milan sulle spalle. Ieri, nel pre partita, ha fatto capire apertamente che la sua volontà è quella di rimanere al Milan e in un Milan così, in costante evoluzione di gioco e risultati, la possibilità di veder ripagati gli sforzi degli anni passati con partecipazioni costanti alla Champions e una lotta serrata ai posti di vertice in campionato, è certamente un updgrade evidente. E anche Mino Raiola lo sa bene, poiché diversi suoi dubbi sulla competitività della squadra stanno, mano a mano, cadendo. Sarebbe bello se le parti raggiungessero un accordo entro Natale, per fare un bellissimo regalo ai tifosi, un anno esatto dopo la conclusione della prima trattativa per il ritorno di Zlatan Ibrahimovic.

Ci si avvicina alla finestra di mercato di gennaio e i ruoli nei quali intervenire sono due: il difensore centrale e un vice Ibrahimovic. Il ritornello è sempre lo stesso, ma sono le necessità evidenti di una rosa che potrebbe essere ancora più competitiva. Il centrale serve sia per alzare il livello di competitività in allenamento sia per poter dare maggior scelta a Pioli nei quattro da far ruotare. Simakan e Kabak sono i due profili più seguiti mentre per il vice Ibrahimovic, al momento, non ci sono profili noti anche se lo scouting milanista – quello che ha preso Saelamaekers a 7 milioni complessivi – sta tenendo monitorato il mercato. Su Florien Thauvin, infine, vi confermiamo che il Milan è sul giocatore e che le richieste di qualche settimana fa trapelate sulla sua richiesta di ingaggio sono cambiate. Le parole di Maldini lo hanno inorgoglito e da quanto filtra dalla sponda francese, se il Milan si facesse sotto sul serio per prenderlo a zero, si potrebbe chiudere anche per 3.5 milioni di base fissa. Ma attenzione anche al mercato in uscita già a gennaio, perché il club potrebbe prendere in esame eventuali proposte per Musacchio (al quale non verrà rinnovato il contratto) ed eventualmente Conti, attualmente chiuso nelle gerarchie a destra dall’ottimo Davide Calabria e da Diogo Dalot.