Il Napoli a -3, una provvidenza per il Milan. Come la scelta di Moratti

Il Napoli a -3, una provvidenza per il Milan. Come la scelta di MorattiMilanNews.it
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venerdì 8 aprile 2011, 00:00Editoriale
di Luca Serafini

Tutti si arrovellano sui sentimenti: i milanisti che lo hanno insultato, gli interisti che ora vorrebbero rispedirlo al mittente. La magia di Leonardo nerazzurro è franata in 3 giorni, derby e Schalke, si poteva prevedere. Il fatto è che in questi mesi si è discusso soltanto della sua scelta di passare sulla panchina dell'altra sponda, ma nessuno ha discusso della scelta originale: quella di Massimo Moratti. Cosa l'abbia spinto a scegliere Leonardo per il dopo-Benitez (ma ci aveva già pensato per il dopo-Mourinho) francamente ci sfugge. Leo era stato catapultato in campo in tuta da Berlusconi, abituato a queste scommesse, a questi azzardi mirati. Leonardo conosceva bene l'ambiente, la squadra, la società. Ci poteva stare. Il feeling brasiliano ha aiutato moltissimo Pato e Ronaldinho, il campionato alla fine è stato decente considerando la mancanza di rinforzi. Ma una volta chiusa, in maniera oltretutto turbolenta, l'esperienza in panchina al Milan, chiamarlo all'Inter non aveva un senso se non quello del dispetto, della perfidia strisciante: la squadra campione d'Italia, d'Europa e del mondo era chiamata a confermarsi e necessitava esperienza, mestiere, nervi saldi. Tutti requisiti che mancavano e al momento mancano ancora a Leonardo. Abile nel gestire il morale della truppa, un po' meno le situazioni di campo.

Oggi è Moratti, più di Leonardo, a pagare quella scelta avventurosa. Tant'è.
Il derby ha regalato ai milanisti la squadra con i requisiti che per vincere derby e casomai scudetto, sono richiesti con costanza: carattere, umiltà, corsa, sacrificio. Pato e Robinho si sono spompati come era loro richiesto, Van Bommel si è fatto sentire in attacco, in difesa, in mezzo alla sua maniera. Seedorf si esalta in certi appuntamenti, la difesa puntellata spesso da Boateng sembra invalicabile. La marcia deve proseguire con questo piglio, ed è per questo che il Milan deve benedire il Napoli a 3 punti: in questa stagione ogni volta che i ragazzi di Allegri hanno avuto un match-point per allungare a 7 o 8 punti, si sono regolarmente arenati. La ricetta del sale sulla coda (o il pepe un po' più in basso) sembra funzionare. Ora che rientrano Ibra e a breve Pirlo e Inzaghi, anche Allegri non può più permettersi cali di concentrazione. Firenze è l'ideale per scoraggiare chi insegue e far capire una volta per tutte al Milan di essere il vero avversario di se stesso.