Il segreto della difesa rossonera. Il "mitico Gatto" annichilisce la Juve. Ora il Tottenham
Non so se nella casistica sportiva ci sono già episodi simili, ma certamente è un fatto inusitato che una squadra, il Milan, non conceda un solo tiro in porta a due avversarie di rango (il Napoli sì, la Juventus forse meno....). I rossoneri ci sono riusciti grazie ad una fase difensiva che nel tempo si è rivelata sempre più efficace. Il Milan nella tana di una Juventus, arrabbiata per le due precedenti sconfitte consecutive, non ha giocato bene ciononostante, oltre al gol che ha deciso la sfida in due circostanze ha fallito clamorosamente altre realizzazioni: la prima in apertura di gara con Ibra e la seconda, al 20esimo, con Cassano. Inaspettato match winner dell'incontro: Gennarino Gattuso, uno che col gol non ha molta confidenza (10 reti complessive - di cui 8 in campionato- nei suo trascorsi con la maglia rossonera). Rino, al 68', con una percussione centrale entra in area bianconera e con una “ciofeca” di sinistro (che non è il suo piede migliore!!!) va a bersaglio uccellando il poco reattivo Buffon. Sia ben chiaro: il risultato finale non fa una grinza. Il Milan ha dominato il match: 60% di possesso palla contro il 40% dei bianconeri. Le assenze forzate di Pirlo e Pato, la scarsa condizione di Cassano, Seedorf relegato in panchina, riducono notevolmente il tasso tecnico dell'intero complesso. E allora ecco supplire a queste carenze qualitative con una “classe operaia” che ha dato l'anima. Gattuso, Van Bommel, Flamini e- fin quando è rimasto in campo- Boateng, sugli scudi per aver disputato una partita generosissima. I pezzi forti di questa squadra, magari non brillantissima nello svolgimento della manovra a volte troppo lenta che si sviluppa per vie orizzontali per poi ricorrere a improvvise verticalizzazioni poco producenti, sono la difesa e il centrocampo. La difesa rossonera è di ferro (Thiago Silva gigantesco, Nesta raramente sbaglia un colpo) ma a Torino anche Abate e Jankulovski meritano un plauso. A centrocampo Van Bommel è un playmaker formidabile, falloso quanto basta nei contrasti , bravo nell'impostazione. Se poi Gattuso, che oltre a recupera palloni in quantità, si trasforma pure in goleador (non segnava dalla stagione 2008) allora vuol dire che tutto è possibile. La nuova versione di Ringhio è stupefacente: ora osa pure inserirsi nelle aree avversarie per cercare le conclusioni a rete, tentativi che non sono il suo pezzo forte , ma che all'Olimpico di Torino sono stati premiati con un gol che vale un tesoro: 3 punti e una carica psicologica formidabile per tutto l'entourage. Aggiungiamoci pure Flamini in costante crescita.
Mathieu sta pian piano riconquistando la credibilità di un tempo, quando a livello internazionale si era imposto all'attenzione generale per la sua grinta e la buona spinta che sapeva garantire in fase offensiva. Un trio rivelatosi insuperabile cerniera nella zona più delicata del campo, aiutato anche dal trequartista di turno (Boateng o Robinho) spesso retrocesso a dar manforte e consistenza al reparto. A Torino l'attacco milanista, privo di Pato (11 gol) messo k.o da un virus influenzale, e con Robinho (10 gol) in panchina, è vissuto quasi esclusivamente sui colpi di genio di Ibra che si è sacrificato pure in difesa, svettando soprattutto sulle palle aeree. Ibra, meno incisivo di altre volte, in ogni caso ha lasciato il segno inventandosi il dodicesimo assist ( stavolta di petto!!!) per Gattuso new entry tra i bomber stagionali. Prestazione incolore di Cassano con l'aggravante del gol sbagliato. Robinho, entrato nel secondo tempo, non si è particolarmente distinto. Per una ventina di minuti si è rivisto in campo Seedorf. In prospettiva Clarence può essere utile. Inutile sottilizzare sul non gioco dei rossoneri era decisamente più importante portare a casa l'intera posta in palio. Col cuore, la grinta e la determinazione si vincono anche le partite più delicate. E il match con la Juve andava catalogato come fondamentale spartiacque. I punti messi in cascina nelle 9 partite del girone di ritorno sono 21 (gli stessi conseguiti dell'Inter ...) con 6 vittorie e 3 pareggi. Gol segnati 16, subiti: 3. I nerazzurri (7 vittorie e 2 sconfitte) hanno un maggiore bottino di gol (22) ma hanno subito più reti (12). Archiviati positivamente i difficili ostacoli di Napoli e Juventus, in casa milanista adesso c'è maggior consapevolezza dei propri mezzi, suscettibili pure di sostanziali miglioramenti. Nello sprint finale Pato, Pirlo, Seedorf, Boateng, una volta ritornati in buona salute, sono in grado di offrire validissime soluzioni alternative, soprattutto sul piano della qualità.
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