La Juve spazza via le certezze rossonere. La ricetta per ripartire? Agonismo, attenzione e cattiveria
Napoli-Milan aveva regalato gioie ma anche campanelli d'allarme: un Milan più solido e propensivo rispetto a Madrid, che tuttavia aveva defecitato esageratamente in zona gol, concedendo inoltre occasioni madornali agli avversari a causa di errori banali. La Juventus, nonostante le tante assenze, ha smascherato tutte le lacune del Diavolo, sconfiggendolo nel suo stadio come non accadeva dal maggio 2005. I bianconeri, graziati nei primi venti minuti da un Milan esageratamente narcisista, sono riusciti a sfruttare un'orrenda situazione difensiva rossonera in compartecipazione tra Sokratis e Abbiati, passando in vantaggio in maniera oggettivamente immeritata. Nella ripresa, nonostante qualche buona occasione rossonera, Del Piero ha chiuso i giochi a seguito di una copertura sciagurata di Antonini su Sissoko, condannando un Diavolo intimorito dallo svantaggio. A nulla è servita la rete di Zlatan Ibrahimovic, se non a rendere meno rotondo il risultato ed aumentare i rimpianti. Della serata di San Siro resta una sconfitta che brucia tantissimo, non solo perchè arriva contro una rivale storica, ma soprattutto perchè smaschera tutto quanto di negativo si era detto nelle ultime settimane. Perdere, o anche pareggiare, gare di questo genere, dopo aver costruito tanto e dato impressione di poter colpire in qualsiasi momento, fanno capire come questa squadra sia priva ancora di maturità e di mentalità vincente. Troppi giocatori, nonostante l'impegno profuso, hanno dimostrato di sciogliersi davanti alle difficoltà: la difesa in primis ha sbagliato nelle poche occasioni che la Juventus si è affacciata in avanti, ma anche l'attacco si è spesso macchiato di errori banali e superficiali, quando un passaggio o un tiro anticipato avrebbero potuto significare reti facili per il Milan.
L'undici di Allegri, almeno da quanto osservato in occasione delle ultime serate storte, sembra accusare soprattutto psicologicamente le reti avversarie che, in altri casi, dovrebbero invece spronare l'orgoglio e la cattiveria di tutti i calciatori in campo. Il Napoli, in dieci uomini da fine primo tempo, ha attaccato ossessivamente il Diavolo senza timore, creando scompiglio e paure nonostante le evidenti difficoltà: un esempio che i rossoneri avrebbero il dovere di seguire sempre, non solo nei concitati finali di gara. Il tecnico livornese, dopo la sconfitta contro i bianconeri, dovrà risistemare i cocci, cercando di spronare la squadra in occasione del big match contro il Real Madrid: il rientro di Thiago Silva, che avrebbe fatto comodo già contro la Juve, sicuramente offrirà più sicurezza a tutto l'undici rossonero, ma bisognerà anche lavorare su tutto il fronte del campo. Meno errori davanti, meno leggerezze in difesa e più cattiveria agonistica: è questa la ricetta che potrà aiutare il Milan a rialzarsi, evitando in futuro serate nefaste e sconfitte dolorose. Il Campionato è ancora lungo, ma in Champions League non ci si può permettere altri capitomboli. Ultimo appunto va alla dirigenza: in tribuna Berlusconi e Galliani si saranno resi conto dell'instabilità difensiva rossonera, evidenziata ovviamente dall'assenza del pilastro brasiliano. A gennaio, invece che inseguire Kakà o altri uomini offensivi, sarebbe più logico rinforzare il reparto arretrato, andando a completare la già importante campagna acquisti estiva.
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