La terza di Lombardia. Igli Tare, fuori senza lavorare. Grandi punti interrogativi. Solo bollettini per i naviganti del mercato
Cammino per strada. Mi guardano, mi riconoscono. Gli occhi sono bassi però. Il volto scavato, che porta i segni di una domenica da incubo. Capisco subito tutto. È un fratello rossonero. Infatti mormora, con pudore, con dolore: “Ma che cosa sta succedendo al nostro Milan?”. Non so che cosa rispondere. Accenno a un sorriso forzato. “È un disastro. Stanno riducendo il nostro Milan in macerie!”. Un ragazzo mi urla: “Forza Milan!”. Rispondo: “Sempre!”. Che malinconia!
Sono passate tante ore dalla disfatta di San Siro. Non sto ancora rendendomi conto però di una prestazione passiva, mortificante, priva di ogni forza e determinazione. Non sto ancora rassegnandomi al fatto che, nelle ultime quattro partite, contro avversari senza alcun traguardo, il Milan sia stato battuto, annientato, umiliato. Dal Sassuolo, dall’Atalanta e dal Cagliari. Erano necessari sei punti, sei maledettissimi punti, e i ragazzi di Allegri ne hanno raccolti solo tre. Fuori da ogni regola, da ogni logica. Undici Dorando Pietri crollati a pochi metri dal traguardo, come il maratoneta alle Olimpiadi di Londra del 1908.
Mi abbatto quando leggo che il Milan sia diventato la terza squadra di Lombardia. Lo commento, offeso, con un amico milanista, che, crudele e amaro, mi dice: “Dovresti essere abituato. Anche nella scorsa stagione, in classifica, eravamo la terza squadra di Lombardia!”. Chino la testa. Umiliato.
Il Milan intanto ha già voltato pagina, con un comunicato di straordinaria durezza. “Con effetto immediato”, Gerry Cardinale decide di concludere il percorso di Giorgio Furlani, Massimiliano Allegri, Geoffrey Moncada e Igli Tare. Voglio aprire una parentesi per quanto riguarda il direttore sportivo, che ha lasciato “Casa Milan” e Milanello con le lacrime agli occhi. Un uomo che non conoscevo, ma che ha subito mostrato grande correttezza, splendida professionalità, infinita passione. Una bella persona, fiera e orgogliosa di lavorare per la squadra che ha sempre amato e ammirato. Viene licenziato senza aver dato prova della sua esperienza, delle sue conoscenze, delle sue intuizioni. Bloccato da una serie di ingerenze, lacci e lacciuoli, che hanno ferito il suo lavoro e la sua persona. Lascia la sua scrivania senza colpe specifiche. Qualcuno potrebbe obiettare sugli acquisti di Nkunku, Jashari e Athekame, così… scarsi che probabilmente saranno fra i pochi confermati nella prossima stagione.
Ah, ecco, la prossima stagione!
Nasce con un grande, enorme punto interrogativo. Gerry Cardinale, in prima persona, vuole rimediare all’infinita serie di errori dei suoi primi tre anni. Non calcolo la stagione 2022-2023, dove la squadra guidata da Paolo Maldini e Ricky Massara aveva conquistato una meravigliosa semifinale di Champions League, brava a limitare l’azione di Giorgio Furlani, considerato proprio dal proprietario di RedBird uno dei grandi colpevoli dell’odierna situazione. Già in uscita dallo scorso gennaio, come rivelato dallo stesso Cardinale. Da quel maggio del 2023 sembrano dunque trascorsi mille anni. Sono passati solo tre anni, ma catastrofici, “fallimentari”, per usare un aggettivo caro a Gerry Cardinale.
È trapelato che il numero uno del club voglia costruire un management di quarantenni, con un allenatore “alla Fabregas”. Il segno dei tempi. Una volta erano gli altri club ad avere come punto di riferimento il Milan. Oggi siamo noi a ispirarci alla conduzione tecnica del Como, anche se forse bisognerebbe guardare soprattutto alla loro organizzazione interna, alle loro strategie, alla loro comunicazione. Ebbene, ripeto, ci hanno parlato di una futura guida tecnica spagnoleggiante, con tocchi inglesi. Un obiettivo: Andoni Iraola del Bournemouth. Poi, nel pomeriggio di martedì, nasce l’indiscrezione che Zlatan Ibrahimović, davanti a un piatto di Sachertorte, a Vienna, stia parlando con Ralf Rangnick. Un allenatore di 67 anni che, come impostazione tecnica, cozza con il gioco spagnoleggiante invocato solo 24 ore prima.
È evidente che Gerry Cardinale non avesse studiato un piano B, in caso di mancata qualificazione alla Champions League. Altrimenti avrebbe già idee chiare sulle figure che dovrebbero occupare la posizione di amministratore delegato, direttore sportivo, allenatore e direttore tecnico. Per quest’ultima carica si parla di Jovan Kirovski, il responsabile di Milan Futuro.
Si annuncia un’estate complicata anche per i cronisti che cercano di rivelare quali siano gli obiettivi del Milan, nella meravigliosa fiera dei sogni che si chiama “mercato d’estate”. Sembra che l’intenzione, da parte della comunicazione, sia quella di non… comunicare, limitandosi a non confermare.
“I tifosi hanno fame di notizie, mia Regina!”
“Date loro i bollettini ufficiali!”
Andrea Rizzoli, Franco Carraro, Silvio Berlusconi, Adriano Galliani… dove siete?!?!?
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