Luci e ombre da Dubai. Bene Cassano e Strasser ma urgono rinforzi a centrocampo
Difficile ritenere del tutto soddisfacente il ritiro invernale in quel di Dubai, conclusosi con la vittoriosa amichevole disputata con i padroni di casa dell'Al Ahli. Il bizzarro infortunio occorso a Robinho, che rischia di mettere fuori gioco il brasiliano per le prime gare del 2011, e il preoccupante stop di Boateng offuscano le note liete che giungono dal Medio Oriente.
Alla ripresa del campionato, Allegri si ritroverà con un'inaspettata penuria di alternative a centrocampo e (forse) in attacco, anche a causa della squalifica che impedirà a Ibrahimovic di scendere in campo al Sant'Elia. In attesa di conoscere la reale entità dell'incidente occorso a Robinho, il duo offensivo Pato-Cassano (il brasiliano è recuperato, per l'ex Samp un discreto debutto) supportato da Seedorf è l'unica soluzione a disposizione di Allegri. Fatto che in sé non costituirebbe un problema, se non fosse che il talento di Barivecchia non può avere nelle gambe i 90'; dunque, l'ipotesi di dover portare in panchina Giacomo Beretta è tutt'altro che da scartare.
In mezzo, Strasser si candida a completare un terzetto tutto grinta e muscoli con Gattuso e Ambrosini, ma attenzione alla possibile riproposizione di Thiago Silva nelle vesti di playmaker davanti alla difesa. L'esperimento di Dubai ha dato buoni riscontri, così come la prova del giovane della Sierra Leone; senza contare che il capitano e soprattutto Rino hanno dimostrato di essere già in forma campionato.
Ma, al di là delle prove e delle belle sorprese emerse pur sempre da una gara dal basso contenuto tecnico, non è pensabile affrontare un calendario fittissimo di impegni tra Serie A e Coppa Italia (e a febbraio riprende anche la Champions League) confidando solo nel pronto recupero di Pirlo e Flamini. L'allenatore rossonero ha già lanciato messaggi chiari nelle interviste rilasciate negli ultimi giorni: c'è bisogno di un giocatore in più, possibilmente capace di rivestire più di un ruolo, e i nomi di Lazzari e Constant risponderebbero perfettamente a questa esigenza.
Piccola chiosa dedicata a un ex campione che invece ha lasciato il rossonero, parlo di Ronaldinho che, a soli 30 anni, ha deciso di lasciare il calcio che conta. Torna in Brasile dopo due stagioni e mezzo al Milan, nelle quali sono state molte di più le ombre delle luci. Fu un errore puntare su di lui nell'estate 2007, reduce da un paio di campionati col Barcellona che avevano segnato in modo chiaro la parabola discendente della carriera. Spiace sempre quando un atleta dotato di enormi qualità e baciato dalla fortuna decida di gettare tutto al vento con atteggiamenti poco professionali; ma il nuovo corso del club di Via Turati, tutto corsa e concretezza, non ammette sconti e non aspetta i ritardatari. Anche Cassano è avvisato...
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