Mercato: smentiti i profeti di sciagure. Ora c’è un solo Milan, dalla sede a Milanello. Scusate se insisto: non servirerebbe Kessiè?

 Mercato: smentiti i profeti di sciagure. Ora c’è un solo Milan, dalla sede a Milanello. Scusate se insisto: non servirerebbe Kessiè?MilanNews.it
giovedì 27 luglio 2023, 00:00Editoriale
di Franco Ordine

Il divertimento è garantito. Il divertimento nel seguire quale tipo di calcio riuscirà ad allestire Stefano Pioli con il nuovissimo Milan, naturalmente. Perché sono tanti i nuovi acquisti da inserire, i ruoli da scegliere, le gerarchie da definire e infine il sistema di gioco più produttivo da impiantare. Nel frattempo il divertimento è garantito per un altro verso e cioè per molti, milanisti in prima linea, i quali davano per scontato che l’incasso ottenuto dalla cessione di Tonali (80 milioni con tutti gli accordi previsti anche sulla rivendita successiva) non sarebbero stati investiti sul mercato. E invece in aggiunta sarà utilizzato anche il ricavato dal bilancio chiuso al 30 giugno 2023 (intorno ai 15 milioni) più una parte del budget annuale. Al di là dei risultati sul campo- su quelli nessuno al momento può scommettere a occhi chiusi- di sicuro sono stati smentiti quei profeti di sciagura che davano per scontato “Cardinale con i soldi di Tonali pagherà gli interessi a Elliott per il prestito” oppure “se li mettono in tasca e via”. Sul punto non mi pare che ci possano essere discussioni: sono stati smentiti definitivamente. Se ne facciano una ragione invece di continuare a pettinare le bambole!

Secondo punto: la riforma alla norma sugli inglesi non più extra-comunitari decisa dall’ultimo consiglio federale, apre finalmente una porticina sulla prossima mossa di calcio-mercato che può essere utilizzata. È la prima volta che sulla spinta di qualche altro club che ha voce in capitolo in Lega, al Milan capiti qualcosa di utile. Questo non può far dimenticare che con il calendario, Pioli e il Milan sono in grande difficoltà. Ma torniamo al punto centrale. Perché il Milan è in grado di investire? La risposta è molteplice, provo qui a sintetizzarla in alcuni punti. Eccoli: 1) il club ha ripreso a lavorare come aveva fatto nei primi due anni di Maldini, e cioè con al centro operativo Moncada insieme al suo staff e alle sue segnalazioni; 2) il club ha continuato a macinare contratti pubblicitari (il fatturato è salito a 375 milioni); 3) non ci sono più due Milan ma uno solo che lavora, pensa e agisce con una sola testa; 4) sotto sotto c’è anche l’orgoglio del nuovo ad arrivato al comando, Giorgio Furlani, che ha già compiuto il prodigio del rinnovo di Leao (con accordo con il Lille), il quale vuole dimostrare di essere in grado di fare come o addirittura meglio di prima. 

A questo punto la domanda da fare è la seguente: il Milan attuale, con l’arrivo del nigeriano del Villareal, è più o meno forte del Milan dello scorso anno? A voi la risposta. La mia è la seguente: sicuramente sì complessivamente, perché ha rinforzato non solo lo schieramento principale ma anche le eventuali alternative. Questo non significa che ha raggiunto il Napoli vincitore dell’ultimo scudetto oppure l’Inter o la Juve prossima (quella con Lukaku e Kessiè per intendersi). A tal proposito ripropongo un mio vecchio cavallo di battaglia. Per il completamento del centrocampo serve uno scudo protettivo, uno alla Desailly per capirsi in fretta. Krunic, utilizzato col Real Madrid, è adattato. Musah ha quelle caratteristiche ma è giovane a Rino Gattuso sostiene che “bisogna aspettarlo”, cioè non è ancora pronto per San Siro. Allora insisto sulla mia tesi: perché non provare con Kessiè? È vero ha uno stipendio proibitivo (6,5 milioni netti) ma il suo ritorno toglierebbe un rinforzo decisivo alla Juve e completerebbe il quadro. Non sarà lui ma io provo lo stesso a insistere.