Mercato: sono soltanto rogne... Nuovo stadio e stile Milan: una direzione precisa. Locatelli, Cutrone, Tonali occasioni e rimpianti

02.04.2021 00:00 di Luca Serafini Twitter:    Vedi letture
Mercato: sono soltanto rogne... Nuovo stadio e stile Milan: una direzione precisa. Locatelli, Cutrone, Tonali occasioni e rimpianti

La sosta è stata ricca di temi. I soliti, sollevati da chi descrive il Milan come “una squadra in bilico” alle prese con 9 scadenze a giugno 2021 e 4 a giugno 2022, e alcuni nuovi affrontati dal presidente Scaroni che resta fino a prova contraria il portavoce più autorevole delle linee guida societarie.

Tra indebitamenti, passivi ed equilibrismi di proprietà, il club rossonero è certamente in Italia affidabile e solvente come pochi altri, avendo tra l’altro una rosa cresciuta vertiginosamente di valore - negli ultimi 12 mesi - ed essendo vicina a riconquistare finalmente un posto nell’Europa che conta, con vantaggi economici che conosciamo. Eppure, le sue spine paiono sempre più numerose delle rose. Mentre altro club hanno già risolto il futuro (a leggere e sentire qua e là), a Casa Milan pullulano “casi” e “rogne”. Amen. 

I tormentoni si accendono e si spengono ciclicamente, di norma al comparire di una sosta del campionato appunto, trascurando il fatto come Maldini e Massara, di concerto con Gazidis, stiano lavorando da mesi su tutti i fronti, secondo precise guide che essi stessi si sono imposti e che sono sul tavolo di procuratori e dirigenti di altri club. Personalmente credo abbiano dimostrato ampiamente, ormai, che ci si possa fidare delle loro strategie e delle loro intuizioni: chi vuole far parte del progetto (secondo me) più intrigante dei vertici italiani, resterà. Se avrà opportunità e prospettive migliori, saluterà. Sensazioni? Resteranno tutti. 

Scaroni ha affrontato nuovamente il tema stadio, congelato dalle incertezze a medio termine della proprietà interista, e dello stile Milan che prevede nessuna lamentela per infortuni, avversità, arbitri infine anche se il presidente non li ha nemmeno nominati. Così è se vi pare. La società rossonera ha idee chiare, mezzi e piani: l’impianto è solido e non può generare perplessità di sorta su nessun fronte. 

La settimana azzurra alle spalle consacra una volta di più Locatelli come una realtà del nostro calcio, facendo ritrovare i gol a Cutrone e riservando invece a Tonali una brutta parentesi in una stagione in salita. Il centrocampista del Sassuolo è sbocciato nella fase più precaria e complessa nella storia del Milan degli ultimi 30 anni, pagando quella fretta e quell’impazienza che hanno finito per bruciare anche Cutrone dal talento assai meno limpido di Locatelli, ma con fondamenta su cui sarebbe stato possibile lavorare. Sono due rimpianti, con valenze decisamente differenti, che dovrebbero indurre tutti ad avere maggiore raziocinio nel valutare potenzialità e carattere di Tonali prima di aggiungerlo alla lista dei rimpianti. Giuro sull’ex bresciano, senza riserve: è questione di tempo e adesso per fortuna ne abbiamo di più per poterlo aspettare.