Milan, disponibilità economica ridotta e nuove norme condizionano il mercato

Milan, disponibilità economica ridotta e nuove norme condizionano il mercatoMilanNews.it
© foto di Tiziano Crudeli
martedì 15 giugno 2010, 00:01Editoriale
di Tiziano Crudeli

Un' intervista rilasciata da Massimo Moratti fotografa bene l'attuale trend del calcio. Moratti ha detto: “Devo fare anche valutazioni da imprenditore e allora per il bene dei bilanci siamo obbligati dal Financial fair play, che sarà operativo tra pochi anni e se non lo rispettiamo non potremmo più partecipare alla Champions League, a sacrificare qualcuno dei bigs.” In pratica il fair play, voluto da Platini e approvato dall' Uefa il 27 maggio, impone ai club di non spendere più di quanto ricavano. Le nuove disposizioni entreranno in vigore nel 2015, ma già nel 2012 tale norma sarà preceduta da una fase transitoria. Se una società che ha vinto tutto e quindi ha pure incassato molto e che da sempre conta su un presidente munifico (809 milioni spesi negli ultimi anni), ammette di essere costretta a privarsi di alcuni pezzi da novanta per pareggiare i conti o ridurre il passivo, figuriamoci gli altri club meno ricchi a quali sacrifici e rinunce dovranno sottoporsi. Ecco, quindi, la chiave di lettura della cautela instaurata da tutti i club che vanno per la maggiore che ora non potranno più permettersi folli campagne acquisti. Tutte le compravendite vanno ridimensionate e viste in un' ottica decisamente diversa rispetto il dispendioso passato. Ciò vale anche e soprattutto per il Milan che da tempo ha intrapreso il contenimento delle spese. Potrà interessare a pochi tifosi ma per avere un quadro più dettagliato è bene che si sappia che il Milan AC annovera più di 100 collaboratori che ovviamente incidono notevolmente sui bilanci societari. Anche in questo ambito ci sarà una riduzione del personale. Quindi sacrifici un po' in tutti settori. Per quanto concerne i giocatori c'è la volontà da parte della società di proporre una decurtazione dei loro esosi emolumenti, chi non sarà di questo avviso si cercherà di venderlo al miglior offerente. Via uno, dentro un altro a costi contenuti. Intanto dal Mondiale arriva una prima nota positiva: il difensore rossonero Oguchi Onyewu nel match Stati Uniti- Inghilterra è stato uno dei migliori in campo. In tema di operazioni di mercato c'è da registrare la possibile cessione di Ronaldinho. Dinho non vuole spalmare in più anni i suoi onerosi compensi (6-8 milioni annui) e siccome nel 2012 sarà in scadenza di contratto e il Manchester City lo alletta con una proposta triennale di 10 milioni a stagione.

La partenza della Foca Monaca assicurerebbe al Milan una decina di milioni e un notevole risparmio sul monte ingaggi. Denaro, attenzione, che si favoleggia potrebbe poi essere investito nell'operazione di acquisizione di Ibrahimovic in prestito con diritto di riscatto per un anno e con lo stipendio diviso a metà tra Barcellona e Milan. Fantamercato? Forse. Ma nel sottobosco del calciomercato tra sussurri e grida è una voce che ricorre insistentemente. Per ora stiamo con i piedi per terra senza illuderci più di tanto. Di certo nelle negoziazioni in corso non essendoci grandi disponibilità economiche tutti cercano di ottenere il massimo spendendo il minimo. Cellino, presidente del Cagliari, fa il furbo, volutamente ritarda l'incontro con Galliani e non concede, per ora, il via libera a Mister Allegri, ancora sotto contratto col Cagliari. Un atteggiamento studiato per tenere sulla corda Galliani col quale, in settimana, andrà a trattare Astori, Marchetti e Lazzari (che il Milan vorrebbe portare a casa) e Paloschi, molto gradito ai sardi. Contrattazioni di non facili soluzioni nell'immediato che però potrebbero sbloccarsi da un momento all'altro, Lo stallo in cui vegeta il club rossonero non deve, per ora, suscitare allarmismi esagerati e speciose polemiche. Stiamo alla finestra evitando qualsiasi isterismo aspettando l'evolversi delle situazioni in essere e poi, nel caso in cui tutto dovesse assumere sviluppi negativi, allora sì che certe civili constestazioni , avrebbero ragione di prendere forma e sostanza. Qualche tifoso particolarmente arrabbiato sostiene: Pier Silvio Berlusconi ignorando completamente le difficoltà economiche che sta attraversando il club rossonero e Fininvest si è comprato un mega Yacth spendendo cifre considerevoli. Già, ma i soldi fanno parte del suo patrimonio personale e ciascuno del proprio denaro ne fa ciò che ritiene meglio soprattutto quando ama togliersi degli sfizi. Papà Silvio in questo particolare momento non l'avrebbe fatto. Forse.