Musacchio ha superato il primo test: visto che Pioli non era prevenuto? Kalulu è l’altro profilo del futuro. Olzer uno dei tanti regali di Bianchessi. Se Calha firma è merito del clima che si è creato a Milanello e in sede

14.01.2021 00:00 di Franco Ordine   Vedi letture
Musacchio ha superato il primo test: visto che Pioli non era prevenuto? Kalulu è l’altro profilo del futuro. Olzer uno dei tanti regali di Bianchessi. Se Calha firma è merito del clima che si è creato a Milanello e in sede

Ci sono alcuni spunti sparsi da sviluppare dopo la coppa Italia di martedì notte che ha regalato a Milano l’ennesimo derby per i quarti di finale. Precedenza al ritorno in campo, dopo undici mesi, di Musacchio. Primo punto: nessuno al Milan, tanto meno Pioli, era prevenuto nei suoi confronti. Diciamolo chiaramente: se dubbi e perplessità ci sono stati sul suo conto, si riferiscono alle sue condizioni dopo l’intervento chirurgico alla caviglia che non è operazione di routine. Tanto per fare un po’ di storia ricordo che Marco Van Basten si accorciò la carriera sottoponendosi a quella scelta sciagurata del suo medico di fiducia e che nei mesi passati Batistuta ha raccontato le sofferenze dovute proprio ai dolori per le caviglie. Musacchio ha giocato per oltre un’ora con buona gamba, discreta lucidità dimostrando che all’occorrenza può tornare utilissimo al Milan. Se il suo agente, invece di “sparare” cavolate, imparasse l’arte dell’ascolto, sarebbe meglio. Secondo appunto: Kalulu. Il ragazzo, già utilizzato in alcune partite di campionato, sia da laterale che da centrale, ha fornito garanzie sul suo futuro. Alla scuola di Kjaer può diventare per il futuro un top. Ha velocità, intuito e scelta del tempo: deve migliorare nel gioco aereo che è il suo unico punto debole, al momento. Nonostante la partenza di Duarte per la Turchia e quella prossima di Conti per Firenze, la guarigione imminente di Gabbia, l’acquisto di un difensore centrale ha un solo scopo: quello di moltiplicare la cifra tecnica della difesa rossonera. Insomma dev’essere brtavo quanto i due attuali titolari, per capirci al volo.

È passato quasi sotto silenzio il debutto di Giacomo Olzer, della primavera, classe 2001, nato a Rovereto, e dall’età di 14 anni nel settore giovanile del Milan. Indovinate chi è andato a “pescarlo” qualche anno fa? Mauro Bianchessi, lo scopritore di Gigio Donnarumma, di Locatelli e di tanti altri ancora. Ecco allora un altro spunto. La sezione scooting del Milan funziona molto bene perché a parte Hauge, sul conto del quale bisognerà attendere qualche altra prestazione prima di tirare la riga con un giudizio appropriato, gli altri arrivi sono stati scanditi tutti da evidente successo. Questo però non toglie all’attuale area tecnica la responsabilità sul conto del settore giovanile che forse al momento è l’unica divisione da potenziare per farla tornare allo splendore antico. Bianchessi è attualmente sotto contratto con la Lazio. Chiedo: per incrementare la politica di Elliott è forse tornato il tempo di andare a “scoprire” ragazzi di valore quando hanno 12-13-14 anni, proprio come si faceva un tempo. E ci vuole un occhio esperto, in tal senso perché Theo Hernandez lo vedono tutti, Olzer a 14 anni non credo.

Sul fronte dei contratti in scadenza da negoziare giungono alcune buone novità. Dall’incontro più recente con l’agente di Calhanoglu sono emersi due sviluppi propositivi: 1) per l’accordo economico c’è ancora una bella distanza da colmare, mentre la durata del contratto non è un problema; 2) l’abbraccio col quale il turco è stato festeggiato dai suoi sodali a fine gara col Toro è il segnale, inequivocabile, che il clima di grande unità dentro lo spogliatoio ha risvolti favorevoli anche in questa complessa materia. Dove si è visto chiaramente -dedicato ai procuratori e a chi ha fatto da megafono- che chiedere la luna o andare in giro per l’Europa a offrire il proprio assistito, in questo periodo di crisi, è un’arma ormai spuntata. Pavoletti, offerto al Milan, è una di quelle trattative che possono essere definite negli ultimi giorni di mercato. E ha un senso perché con il Milan rimasto in gara per tutti e tre i tornei a cui partecipa, avere Pavoletti invece che il giovane Colombo da far maturare e far giocare in qualche squadra, può risultare una mossa azzeccata.