No, non è Boban. Ascolta Hakan... Via a zero ma certo...

28.05.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
No, non è Boban. Ascolta Hakan... Via a zero ma certo...
MilanNews.it

Quasi due anni fa, metà giugno 2020, vigilia del ritorno in campo dopo il lockdown con la Juventus, Ivan Gazidis va a Milanello e Ibra lo affronta a muso duro. La lettura: Milan alla deriva, è finita. La verità: dopo quel "confronto" il Milan ha fatto 30 punti in 12 partite ed è tornato in Europa League, poi ne ha fatti 79 ed è tornato in Champions League e poi ne ha fatti 86 ed è tornato campione d'Italia. Un anno fa oggi, Maignan al posto di Donnarumma. La lettura: Milan, hai 10 punti in meno. La verità: Milan, 8 punti in più e scudetto. E siamo ad oggi: intervista a Paolo Maldini. La lettura: a qualche ronda avversaria non sembra vero di poter tornare a sguazzare e a inzuppare nelle cose e nei casi del Milan, quindi problemi, foschi presagi, out di qua e out di la. La verità: dinamiche da grande club, tutto si aggiusterà. Tempo pochi giorni e tutto sarà chiaro anche sui contratti. La strategia di Paolo e del direttore Massara vanno benissimo come hanno pubblicamente riconosciuto più volte il presidente Scaroni e Ivan Gazidis anche e soprattutto in questi giorni e come hanno dimostrato i fatti sul mercato di gennaio, quando la linea dell'area tecnica è stata prima assecondata e poi premiata dal campo. L'intervista di Maldini non è l'intervista di Boban e nessuno in casa rossonera pensa e penserà ad un Milan senza Maldini. Non ci sono parti in causa, c'è il Milan e solo il Milan, che ha vinto e che vuole migliorare. Anche attraverso le dinamiche interne. Avanti.

Nella fiumana dei 300mila Milanisti del 23 maggio non ci sono stati cori per Donnarumma. Alla prossima, speriamo il prima possibile, non ce ne saranno per Kessie. Anche le loro sono state vicende sfumate e un po' contradditorie, ma in ogni caso vissute lontano dalla pancia del tifoso. Hakan Calhanoglu è invece una persona un po' particolare, alla quale alcune cose vanno spiegate, ed è stato protagonista di ben altro. Caro Hakan, devi sapere che non è che facendo il sorrisetto si può sempre fare tutto e il contrario di tutto pensando che tanto le cose restano come prima. No, quando le cose si fanno dure lasciano il segno. E cambiano, non sono più come prima. Se consenti con il tuo passaggio all'Inter, non al Psg o al Barcellona ma all'Inter, che si dica che il progetto del rivale cittadino è migliore del nostro, e se dicendo sono venuto qui per vincere dichiari implicitamente che con quelli che sono stati i tuoi compagni per 4 anni non avresti potuto vincere, poi non è che i rapporti restano quelli di prima. Ti sei offeso per i cori del derby d'andata. Capisco. Ma hai mai pensato sul serio a come sei andato via? E poi fai anche le orecchiette...Avremo esagerato nell'aizzare i cori sul pullman per carità, ma le cose non succedono sempre e solo per colpa degli altri caro Hakan. Hai tolto i like su Instagram ai tuoi compagni? Giusto, legittimo, anzi dovevi farlo prima. Io che non sono nessuno e conto meno di zero, con te l'ho fatto subito a giugno dell'anno scorso. Perchè, pensa un po', i conti si regolano subito e il territorio si marca subito e senza tentennamenti. E soprattutto senza ipocrisie.

Ragazzi, invece di reiterare oggi discussioni su Boban e Rangnick, che, con tutto il rispetto, non ho nessunissima voglia di fare, o su Leao e la proprietà prossima ventura, riflettiamo insieme su cosa ha fatto il Milan fino ad oggi. Il Milan ha avuto il coraggio di essere apripista. E di sbarcare per primo su un pianeta sconosciuto. Se i soldi non ci sono e non entrano non è che sei spilorcio, è che fai il bene del club se contieni le spese senza rinunciare alla competitività. Sembrava che fosse finito il mondo un anno fa con Donnarumma e Calhanoglu via a parametro zero. Dilettanti. Incompetenti. Intempestivi, questo e altro ci è stato detto. E invece non solo tutti gli indicatori economici e commerciali del Milan sono migliorati nonostante i parametri zero, ma oggi con i giocatori via a zero sono costretti a misurarsi tutti, ma proprio tutti. Dopo Gigio e il nazionale turco, sono andati via a zero Messi, Dybala, Insigne, Pogba e moltissimo altri. Adesso potrei aprire il tormentone vittimista, ma nessuno ha ricevuto le frecciate e le paternali che sono state riservate a noi...No non lo dico, così come invece dico che il Milan ha governato il sistema rinnovi/commissioni senza subirlo, lo ha gestito economicamente con grande visione e strategia, lo ha guidato tecnicamente trasformandolo in una risorsa. Da locomotiva, non da succhiaruote.