Pato, lampi da fuoriclasse vero. Il mercato potrebbe non essere finito e in estate occhio ai fuochi d'artificio
Ci voleva un’altra panchina per svegliare Alexandre Pato dal torpore nel quale sembrava essere entrato all’inizio dell’anno. Il bomber brasiliano, nella sfida contro la Sampdoria di ieri pomeriggio valevole per i quarti di finale della TIM Cup, è tornato al gol, che mancava dalla sfida con l’Udinese a San Siro ma, soprattutto, ha trovato il gol, e che gol, in trasferta dimostrando che, quando sta bene, non c’è differenza tra le porte di San Siro e quelle degli altri stadi d’Italia. Il papero del primo tempo della sfida con i liguri è sembrato in forma, in palla e con una gran voglia addosso proponendosi spesso per lo scambio con i mediani e dialogando con naturalezza con Robinho, Merkel e i nuovi arrivati Emanuelson e van Bommel. I due olandesi, mandati subito in campo da Allegri si sono dimostrate pedine preziose che potranno aiutare sicuramente i compagni di reparto utilizzabili in Champions League a tirare il fiato a ridosso delle sfide europee e dando al tecnico toscano ulteriori frecce nella sua faretra. Colpi, i due orange, che hanno la doppia firma di Adriano Galliani e Mino Raiola, i membri della nuova alleanza sul mercato che, sicuramente, non si fermeranno alle ultime operazioni concluse. Il mercato di gennaio del Milan però potrebbe non essere concluso anche se da via Turati fanno trapelare diversamente.
I nomi dei terzini mancini o di fascia sinistra continuano a susseguirsi e il fatto che Adriano Galliani non abbia parlato in questi giorni potrebbe rientrare in una strategia di mercato ormai consolidata che vede il plenipotenziario rossonero tacere quando c’è qualcosa che bolle in pentola. Criscito resta il prescelto e le parole del suo agente, Andrea D’Amico in merito ai rapporti tra Galliani e Preziosi lasciano aperto uno spiraglio anche la bandiera a scacchi del mercato è pronta a essere sventolata ma di questi tempi, a stare dietro al buon Adriano, viene un grande mal di testa. L’unico neo, ma vuol dire andare a vedere il pelo nell’uovo, riguarda l’inutilizzabilità dei tre arrivi di gennaio in Champions ma li, davvero, sarebbe stato chiedere troppo. In estate occhio a Ganso. I rossoneri lo vogliono e faranno di tutto per portarlo a Milanello e centrare così un grande colpo e un grande sgarbo a chi lo segnalò ai tempi in cui, in via Turati, era uno di famiglia.
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