Per noi ma soprattutto per voi. Ve lo chiede lui...

30.04.2022 00:00 di Mauro Suma   vedi letture
Per noi ma soprattutto per voi. Ve lo chiede lui...
MilanNews.it

Costa dirlo e costa ripeterlo: non abbiamo fatto niente. Se non restituire ad un intero popolo la gioia di giocarsi un trofeo a maggio, il mese costellato di date emozionanti, di deja vu storici, di incroci molto più gloriosi che dolorosi. Sono undici anni che la maglia rossonera non entrava in lotta Scudetto nel mese di maggio, dal primo Allegri. Perchè il secondo si era giocato, e perso, tutto, il 7 aprile 2012, Milan-Fiorentina 1-2, tutti felici (una piccola parte del Milan) e scontenti (tutti gli altri). Oggi, undici anni dopo, le persone, la gente rossonera, i nostri tifosi sono contenti del loro Milan, ne sono orgogliosi, hanno visto, dedotto e capito che ha dato tutto quello che aveva. Quindi cosa facciamo ragazzi? Ci accontentiamo di questo e andiamo avanti per la nostra vita in totale serenità? O chiediamo alla nostra vita qualcosa in più, ci facciamo carico di una grande consapevolezza e responsabilità e ci proviamo? Un anno fa vi avremmo fatto un monumento per tutto questo. La qualificazione Champions a 4 giornate dalle fine, storico, meraviglioso, bellissimo, grazie. Oggi, un anno dopo, invece no. "Purtroppo" no. Che volete farci, sogniamo di più, amiamo di più, vogliamo di più. Siete voi che siete cresciuti e che avete innaffiato e alimentato le nostre ambizioni e anche se siete stati fino ad oggi belli, freschi e forti, non ce la facciamo ad accontentarci. Ma non siamo degli egoisti, non siamo solo degli incorreggibili fanciullini, vogliamo di più e sogniamo di più per voi. Perchè siete voi che dovete provarci chiamando a raccolta tutta la vostra anima, certo per noi, ma soprattutto per voi.

Perchè siete voi che ancora oggi venite dileggiati e sottovalutati. Perchè noi lo sappiamo che dopo i primi quindici minuti di partita, a Roma contro la Lazio abbiamo attaccato sempre e solo noi fino all'ultimo, ma attorno a noi dicono che abbiamo vinto solo di..."cuore". Alexis, Junior e Brahim, dico a voi: dicono che il Milan "con Saelemaekers, Diaz e Messias non può vincere lo scudetto". Zlatan e Olivier, ce n'è anche anche per voi, dicono che "al Milan manca un vero centravanti". E poi non so se lo sapevate ma "Leao è indolente", "Kalulu è un miracolato", Tonali? "Ma è molto meglio Barella...". Potrei andare avanti all'infinito, ma senza girarci troppo attorno è di tutto quello che avete fatto in due anni che non hanno il minimo rispetto. Dei 30 punti dopo li lockdown, dei 79 dello scorso campionato, dei 74 di questo. Ragazzi, se non sono bastati 183 punti in 84 partite, dobbiamo fare di tutto per dire la nostra. Questa volta definitiva. Dovete sapere anche che non sarà facile. Perchè quello che c'è attorno a noi è esattamente quello che vedete, senza sconti: il rigore che ci hanno fischiato contro in Milan-Atletico Madrid è finito in cavalleria in Lazio-Milan, perchè nel coro degli angeli da una parte di Pinamonti e Mourinho avversari che tifano, fa da controcanto dall'altra il coro dei nemici sportivi, dei Montipò che parlano già di Milan dieci giorni prima di Verona e degli Italiano che pregusta di ipnotizzarci ancora. Lo ha fatto a Spezia dove ha ballato ed esultato con la nostra canzone on fire a tutto volume a fine partita e lo ha fatto a Firenze, dove noi abbiamo fatto degli errori e siamo stati giustamente infilzati all'andata.

Attorno a noi c'è un clima sobrio e rispettoso quando ad essere padroni del loro destino sono gli altri, c'è invece la strategia della gufata (che mira a caricare i nostri avversari) quando ad essere padroni del nostro destino siamo noi. Non fidatevi di chi ammicca. Fidatevi solo dei vostri dirigenti, del vostro allenatore, di voi stessi. E continuate anche contro la Fiorentina ad esplorare la vostra anima esattamente come avete fatto contro la Lazio. Allo stadio domani sentirete dei cuori battere attorno a voi. Sono loro, sono i vostri tifosi, che per voi non chiudono occhio, che per voi mettono da parte tutto, che per voi viaggiano, sperano, soffrono, sorridono, che fanno tutto e di tutto per voi. Eccoci alla viglia del primo maggio, il giorno di Gullit e Van Basten al San Paolo, il giorno di Ronaldinho a San Siro, il giorno di "Fate entrare Yepes". Eccoci, senza dubbi e senza infingimenti: siamo in tanti, ma soli. Soli, come sempre. Soli, come giusto. Soli, gli unici a conoscere tutta la fatica che abbiamo fatto. E che vogliamo coronare, dando un senso a quel cuore che batte, che è la nostra vocazione, perchè ebbene sì noi siamo nati da un cuore. Dal cuore di un gigantesco appassionato di calcio, Herbert Kilpin, che amava questo sport. Anche lui tifa per voi e anche lui vi chiede tanto, anzi, al punto in cui siamo, vi chiede tutto. Forza Ragazzi!