Pioli ha dettato la linea guida: “Serve un difensore completo”. Elliott non si tirerà indietro. Decisiva la fine degli infortuni

06.01.2022 00:00 di Franco Ordine   vedi letture
Pioli ha dettato la linea guida: “Serve un difensore completo”. Elliott non si tirerà indietro. Decisiva la fine degli infortuni
MilanNews.it

Oggi comincia non solo un altro anno calcistico ma proprio un altro campionato, un’altra storia e con l’incalzare di Omicron chissà come andrà a finire per tacere di quello che si prepara da luglio prossimo con il mondiale alle porte e un calendario da fuori di testa. Concentriamoci allora sul mercato e da giovedì sera sulla prima sfida con la Roma. Pioli parla la stessa lingua di Maldini: “Serve un difensore completo, non ho chiesto altro”. Anche in questo aspetto la sintonia perfetta tra allenatore e area tecnica è una delle chiavi del successo fin qui registrato negli ultimi due anni secchi. Perché -diciamolo- immaginare due anni fa quello che abbiamo oggi sotto gli occhi, in materia di classifica e di prospettive, era francamente operazione da folli. Alle due componenti va aggiunta la terza, anch’essa decisiva: quella della proprietà. Gazidis, giudicato (non da una giuria di milanisti incalliti) tra i migliori dirigenti in circolazione, al pari di Marotta, è un tipo che non mette becco nelle questioni calcistiche lasciando onori e oneri a Maldini e Massara ma si fa carico degli aspetti finanziari che è il carburante per far viaggiare la macchina.

Ora è il caso di chiarire un aspetto sul quale si fa confusione. Quelli di Elliott hanno già investito nell’operazione Milan qualcosa come 600 milioni. Non possono essere accusati di essere tirchi! Non solo. Potrebbero pubblicare serenamente i loro indice di liquidità capace di far arrossire qualche concorrente a cui magari Fitch ha declassato il rating del bond da BB- a B+ senza suscitare la minima preoccupazione dalle parti dei media. Nell’estate scorsa il Milan è stato tra i club che hanno speso di più, in modo accorto e razionale, ma ha investito con qualche eccellente risultato (riscatto di Tomori, Maignan, Florenzi), qualche altro da pesare ancora (Giroud e Bakayoko) e infine con qualcuno da aspettare per valutarne la resa (Messias) senza tralasciare il contratto rinegoziato di Tonali che è stato il capolavoro del club. Per gennaio 2022 Elliott non ha posto paletti se l’operazione dovesse rispondere ai soliti requisiti compatibili con la formula del “calcio sostenibile”.

       Non so quale trattativa sarà conclusa ma so invece e ho molto chiaro l’identikit tracciato da Pioli per il sostituto di Kjaer che dev’essere affidabile per due motivi: 1) perché non si sappiamo come e quando tornerà il danese; 2) perché non sappiamo come finirà il rinnovo contrattuale di Romagnoli. Non può essere un tappabuchi, per amore di sintesi.

Servirebbe altro? Da parte di chi non ha alcuna responsabilità sui conti, certamente. In un mondo pre covid, sarebbero magari arrivati un centrocampista e un attaccante in più ma quel mondo non esiste, è finito, spazzato via dall’avvento di nuovi azionisti e dai morsi del covid. E allora dal mio punto di osservazione ribatto sul tasto della salute della rosa. Se non dovessero ripetersi gli infortuni collezionati nel girone di andata, i risultati dovrebbero essere garantiti. E se ciò accadesse vorrebbe dire anche che sono stati fatti, nelle ultime settimane di dicembre quando Pioli invitò i superstiti “a stringere i denti”, lavori di prevenzione. Adesso, con alcuni in via di recupero, sarà fondamentale la distribuzione dei carichi di lavoro. E qui il pallino tornerà a Pioli.