Un pareggio amaro per la reazione da grande squadra messa in campo. Rigoristi: Ibra potrebbe abdicare. Maldini non si nasconde sui rinnovi

09.11.2020 00:00 di Pietro Mazzara Twitter:    Vedi letture
Un pareggio amaro per la reazione da grande squadra messa in campo. Rigoristi: Ibra potrebbe abdicare. Maldini non si nasconde sui rinnovi

Il senso di incredulità nel vedere il parziale di 0-2 in favore del Verona quando ancora non era scoccata la metà del primo tempo è stato forte. Non era possibile andare sotto in una maniera così balorda, perché di due gol balordi si tratta. Eppure il Milan si è ritrovato con il prefisso in faccia e con la necessità estrema di dover rincorrere un avversario rognoso che è stato tenuto in piedi da un super Silvestri. Perché una squadra che produce 25 tiri  verso la porta con 10 occasioni da gol non può mai perdere una partita così. Il Milan è arrivato stanco alla gara, il doppio svantaggio ha fatto riecheggiare i fantasmi di Lille, ma con tanta caparbietà, alla fine è arrivato un pareggio che non soddisfa l’ambiente perché la partita la si poteva vincere. Lo hanno detto Ibrahimovic e Pioli nel post gara ed è il sentimento che c’era dentro lo spogliatoio a caldo, con molto più rammarico per quello che poteva essere rispetto a ciò che è stato. Il Milan si gode ancora due settimane da capolista, con la necessità di recuperare le energie in alcuni uomini chiave, come lo stesso Ibrahimovic e Theo Hernandez, anche se il francese – soprattutto nel secondo tempo – è salito di livello.

Probabilmente Ibra non tirerà più i rigori, almeno per un po’. Il quarto errore stagionale su sei tiri dal dischetto è arrivato in un momento cruciale della gara, perché se il Milan avesse pareggiato su quel penalty, avrebbe avuto ancora più tempo per dare l’assalto ai tre punti. Ci penserà Franck Kessie, ammesso e non concesso che Zlatan, mosso dal sacro fuoco della rivalsa, non voglia riprendersi la responsabilità. Ma le parole hanno un peso e lo svedese sa che le sue lo hanno e anche molto forte.

La settimana che inizia, come ha fatto intendere Paolo Maldini, potrebbe essere importante sul fronte dei rinnovi. I nomi sono i soliti, Donnarumma e Calhanoglu, ma servirà anche trovare i punti d’intesa finali con i rispettivi agenti. Mino Raiola e Gordon Stipic hanno richieste alte per i loro assistiti, ma è altrettanto vero che – ad oggi – non hanno delle proposte concrete da altri club per i loro assistiti. In particolar modo il turco, proposto a più riprese dal suo agente che, tuttavia, ha trovato parecchie porte sbarrate. In più Hakan avrebbe dato priorità al Milan, ma i soldi che chiede sono esagerati rispetto al valore reale del giocatore. Discorso diverso per Gigio: lui ha già espresso più volte, in sedi private, la sua volontà di rimanere al Milan e Raiola gli ha dato la sua parola che farà il possibile per accontentarlo. Dalla sala di comando rossonera filtrano solo le parole ufficiali, forse perché si sta arrivando davvero al momento cruciale delle contrattazioni. Chiudere tutto entro natale sarebbe ottimale, per tutti.