Winston ispiraci. Silvio e Zhang...No, Sanremo non esiste

20.02.2021 15:24 di Mauro Suma   Vedi letture
Winston ispiraci. Silvio e Zhang...No, Sanremo non esiste

E' persino inutile giocarlo, lo hanno già visto e raccontato il derby. L'Inter lo ha già vinto e lo ha già dominato. Lo ha sancito il CIES, lo hanno stabilito i famosi crolli di Pioli intercettati in qualche seduta spiritica, lo hanno previsto nella sfera di cristallo i gufi che ci invitavano a chiamare la reception per liberare la stanza. La solita storia: possono fare e scrivere quello che vogliono, ma se tu dici mezza parola si impermalosiscono. A noi che siamo solo rigori e distintivo (i rigori a favore contro Napoli, Milan in coppa Italia e Lazio quelli no, non esistono) e che andiamo bene solo perchè non ci sono i tifosi (anche se a Spezia non c'erano e a Belgrado con tanto di vittoria sfiorata c'erano, si vede che adesso le cose sono cambiate...), sì insomma per farla breve a noi vittime sacrificali non resta che affidarsi ai riti, alla storia, agli auspici. Premesso che cambia il contesto, perchè a noi tocca un leale avversario sportivo, mentre lui aveva a che fare con un tiranno disumano, non ci è sfuggito che tra Spezia e Belgrado la programmazione di Sky ha proposto l'Ora più buia. Le prime tre lettere del protagonista, Winston Churchill, sono inconfondibili, Win, vittoria, e nella vita l'abbiamo fatto tante volte. Il Primo Lord dell'Ammiragliato è nato nel 1874, quattro anni dopo il suo connazionale fondatore del Milan: Herbert Kilpin. Eccolo ragazzi, il WINston che ci ispira. E visto che come indicano il CIES e i sondaggi meritati o fortunati dei cuori nerazzurri in servizio permanente effettivo, i nostri avversari cittadini hanno dominato, stanno dominando e domineranno, a noi non resta che combattere sportivamente. Proprio così ragazzi: contro la "supremazia" della zona nerazzurra annunciata tramite volantino noi combatteremo nel campo dello sport. Certo che sì: "Combatteremo a San Siro, combatteremo zolla dopo zolla e palmo a palmo, combatteremo con intensità crescente e con forza crescente, difenderemo la nostra storia sportiva e i nostri valori sportivi a qualunque costo. Combatteremo a centrocampo, combatteremo nei momenti cruciali della partita, combatteremo sui calci d'angolo e sulle punizioni, combatteremo nei momenti di difficoltà della sfida, non ci arrenderemo mai; e se, cosa che non credo neanche per un momento, questo derby dovesse essere perso a senso unico, allora il nostro grande sforzo di crescita fatto dal gennaio 2020 ad oggi continuerà fino a quando, se il destino vorrà, il campionato non finirà".

Questo derby arriva dopo che due dichiarazioni hanno disorientato le rispettive tifoserie. Quando il patron Zhang senior annuncia che il suo gruppo si libererà di tutte le "attività irrilevanti", non si può non pensare all'ennesimo cambio di proprietà nel campo avversario, con più di una inquietudine. Mentre quando il nostro presidente storico Silvio Berlusconi ammette di aver "tifato Inter" nelle partite internazionali, ai Milanisti duri e puri non può non essere venuta un po' di orticaria. E' il delta che esiste fra il calcio vissuto nell'alto dei cieli e quello delle umane cose. Il calcio è uno, ma le visioni e le concezioni calcistiche sono milioni, miliardi, tutte diverse l'una dall'altra. Ed è proprio per questo che il calcio non morirà mai.


Eh no, troppo comodo. Appollaiarsi sempre all'ombra di Ibra, è troppo comodo. Troppo insulso. Troppo pigro. A proposito, brava la Stella Rossa. La mitica Crvena Zvezda ha fatto quello che tutti i profeti del "razzismo inesistente" della coppa Italia non hanno avuto il podere di fare: si è scusata. Ha avuto la forza, il pudore, l'onestà di farlo, contrariamente ai pasdaran del monkey ad ogni costo che adesso fischiettano con le manine dietro la schiena. Proprio la Stella Rossa è un esempio: ipotesi di razzismo da parte di Ibra, tutti mobilitati. Ipotesi di razzismo contro Ibra, antenne dritte da parte di quattro gatti. Eh no, troppo comodo. E con Sanremo la stessa storia, la solita solfa trita e ritrita. Tutta la polvere sotto il tappeto, tranne Ibra. Ci sono almeno 10 notizie più rilevanti di Ibra a Sanremo. Se invece Ibra viene sbattuto in prima pagina al posto dei tamponi e degli stipendi, al posto delle plusvalenze e delle dita in libertà, dei diritti tv a rischio e di molto altro fra cui il Fair play finanziario che non riguarderà alla luce di tanti nuovi sviluppi sempre e solo il Milan, vuol dire che le pagliuzze e le canzonette sono più importanti delle travi e delle regole. Ed è molto più che inaccettabile. E' irricevibile.