ESCLUSIVA MN - B. Longhi: "Polemica del Milan fuori luogo. Su Antonelli ci ho visto bene. Non si può paragonare Inzaghi a Capello"

09.02.2015 18:00 di Thomas Rolfi Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
ESCLUSIVA MN - B. Longhi: "Polemica del Milan fuori luogo. Su Antonelli ci ho visto bene. Non si può paragonare Inzaghi a Capello"

In seguito agli strascichi polemici seguiti a Juventus-Milan, la redazione di Milannews.it ha contattato in esclusiva Bruno Longhi, noto giornalista e telecronista delle reti Mediaset. Con lui abbiamo spaziato su diverse tematiche d'attualità in casa rossonera.

Sig. Longhi, ci dica che idea si è fatto della polemica scoppiata in seguito al gol dato a Tevez in Juventus-Milan.
"Io penso che la polemica di Galliani avrebbe avuto più senso se quell'immagine con la linea virtuale che certifica che Tevez è tenuto in gioco da Zaccardo fosse effettivamente servita ad assegnare o meno il gol. Poichè invece la moviola in campo non esiste, la trovo una polemica fuori luogo e sterile. La rete ormai è stata data e le immagini dimostrano che l'attaccante bianconero è tenuto in gioco dal difensore del Milan e che il gol è regolare. Servirebbero proprio a questo le immagini: a dimostrare la correttezza o meno della chiamata di arbitro e guardalinee ed evitare discussioni".

Muntari ed Essien hanno offerto nella partita di Torino una prestazione non all'altezza. Si trova d'accordo con questa affermazione?
"I due centrocampisti ghanesi non sono giocatori da Milan o perlomeno allo Juventus Stadium non lo sono stati, così come in altre occasioni. Il Milan ha gli uomini per avere un centrocampo sicuramente superiore a quello offerto contro i bianconeri. Complessivamente ho comunque visto una squadra che in partita c'è stata spesso. A tratti il Milan ha fatto vedere un calcio tale da poter impensierire la Juventus".

Antonelli nel suo 'secondo' esordio in maglia rossonera ha dimostrato tutte le proprie qualità, risultando il migliore in campo e andando persino in rete.
"Su Antonelli mi sono permesso ancora prima di vederlo all'opera con il Milan di definirlo come il miglior acquisto di questo mercato di gennaio al pari di Gabbiadini. Io lo conosco bene Luca, anche perchè conosco bene il papà Roberto. All'inizio avevo delle perplessità su di lui, poi però ne ho seguito tutta la carriera ed ha avuto dei miglioramenti eccezionali. E' un giocatore importante anche per la sua duttilità: può fare il terzino in una difesa a quattro, l'esterno di centrocampo ed è in grado di fare persino il terzo attaccante. Inoltre è un giocatore che segna, come abbiamo visto a Torino. E' un grandissimo acquisto".

Inzaghi sembra che stia virando sempre di più verso il 4-4-2, come abbiamo già visto nella gara casalinga contro il Parma. Pensa che questo cambio di modulo possa dare dei frutti?
"Il 4-4-2 ti assicura sicuramente più copertura del 4-4-3. Inzaghi ha iniziato tentando di proporre un calcio molto spregiudicato ma, per giocare con quello spirito, è necessario essere sorretti da un centrocampo che protegga bene la difesa. E soprattutto ci vorrebbe un reparto arretrato che non si distraesse come spesso capita, soprattutto sulle palle inattive. E' un Milan che sta migliorando, però deve trovare una sua solidità. Il 4-4-2 potrebbe dare una mano in questo senso. Più che il modulo però serve una condizione atletica all'altezza, cosa che il Milan non ha avuto per tutto il mese di gennaio. Nelle ultime due partite si è visto qualche miglioramento".

Lei ritiene che Inzaghi abbia delle responsabilità per la situazione in classifica del Milan?
"Se parliamo di colpe, dobbiamo tirare in ballo quella dell'inesperienza, perchè è alla prima esperienza su una panchina di Serie A. Spesso si fanno dei parallelismi con Capello, ma sbagliando. L'allenatore friulano ha sì ereditato la prima squadra direttamente dalla Primavera come Inzaghi ma, a differenza di Pippo, aveva un organico lasciatogli in eredità da Sacchi che andava fortissimo e son bastati dei piccoli correttivi per renderlo più solido a livello difensivo. Inzaghi invece ha preso in mano una squadra che arrivava dalla disastrosa stagione dell'anno scorso. Un compito sicuramente più difficile rispetto a quello toccato a Capello, forse anche più grande delle sue reali possibilità. L'unico possibile errore di Inzaghi è stato fatto a mio avviso in seguito alla preparazione estiva in America. Mi è parso che il Milan abbia rallentato i carichi di lavoro per partire forte visto anche le brutte sconfitte subite Oltreoceano. I risultati si sono visti con i 14 punti nelle prime 7 partite, ma poi si è avuto il contraccolpo a livello fisico che è costato questo mese di gennaio nero per i rossoneri".