ESCLUSIVA MN - Montanari (MF): "Bilancio Milan in rosso, ecco perchè. Ok per lo stadio? Fine 2021"

09.10.2020 16:00 di Redazione MilanNews Twitter:    Vedi letture
Fonte: intervista di Thomas Rolfi
ESCLUSIVA MN - Montanari (MF): "Bilancio Milan in rosso, ecco perchè. Ok per lo stadio? Fine 2021"

Questa mattina Andrea Montanari di Milano Finanza ha anticipato che il bilancio del Milan al 30 giugno 2020 si chiuderà tra i 175 e i 200 milioni di euro di rosso (nel corso della giornata un comunicato del club ha confermato i 195 milioni di rosso). La redazione di MilanNews.it ha contattato il giornalista per cercare di approfondire meglio la situazione dei conti del Diavolo. Naturale che l'intervista si sia spostata anche sul tema del nuovo stadio, legato a doppio filo con il futuro di Elliott all'interno del club di via Aldo Rossi.

Una rata posticipata da Sky per i diritti tv dello scorso campionato e una pandemia globale che ha causato tra gli effetti la metà degli incassi da stadio rispetto al preventivabile: bastano per spiegare un bilancio così in negativo?
"Gli eventi citati sono corretti. La rata di Sky comunque entrerà nel bilancio 20-21, visto che una decina di partite dello scorso campionato si sono disputate dopo il 30 giugno. Mettici poi probabilmente anche minori ricavi da sponsor, ma anche tournèe internazionali che non si sono potute giocare. A meno che Elliott abbia deciso, come già fatto ai tempi da Fassone e Mirabelli, di effettuare una pulizia del bilancio. Gli assett del Milan sono materiali, ma anche voluttuari, come il valore dei calciatori. I costi sono evidentemente alti, perchè vanno considerati anche quelli della gestione manageriale, quindi gli stipendi dei manager attualmente al Milan, la buonuscita a Giampaolo e al proprio staff, la transazione a Fassone dopo la questione legale, la transazione in atto con Boban. Purtroppo quest'anno, come hanno dimostrato anche il bilancio della Juventus e della Roma, l'impatto del Covid è stato devastante sui conti dei club. Ora c'è la tematica di come andare a recuperare questi soldi. E' complicato in questo periodo, ma dev'essere migliorato il rapporto con gli sponsor. Adesso arriva qualche milione dall'Europa League, che gli altri anni non avevi, e vediamo quanto andrà avanti il Milan nelle coppe europee anche in ottica di milioni di euro incassati dalla UEFA".

Come si è attivata nello specifico Elliott per coprire la perdita?
"Elliott da luglio ha già immesso 140 milioni di euro come versamento in conto capitale, per coprire le perdite e rafforzare il patrimonio. La fortuna del Milan è che non ha più quel bond da 300 milioni, che è stato convertito, quindi il debito finanziario del Milan è sostenibile, a differenza di quello molto più profondo degli altri top club italiani. Elliott dovrà continuare a iniettare soldi nel Milan anche per la gestione ordinaria del club. Nessuno dice che non lo farà, altrimenti poi passano concetti fuorvianti. Il tema vero, secondo me, è un altro".

Ovvero?
"In 31 anni di gestione Fininvest, la società di Berlusconi ha investito circa 900 milioni di euro nel Milan, con un ritorno economico molto importante. Elliott, invece, in due soli anni ne ha già messi 650-700 di milioni, compresi anche i 300 milioni di escussione del pegno. Questo significa che inizia ad essere un investimento oneroso per Elliott che, per sua natura, è destinato ad uscire dal Milan nei prossimi anni. Ciò non vuol dire che lo vende domani o lo svende, ma Elliott è un fondo speculativo attivista, non è un fondo di private equity, pur essendo ricchissimo. La storia di Elliott, però, è quella di uscire dal capitale delle aziende".

A questo proposito, in molti ritengono che l'uscita di Elliott avverrà non prima dell'ok per la costruzione dello stadio: quando pensa potrà arrivare il via libera?
"Il via libera definitivo per l'avvio dei lavori del nuovo San Siro non arriverà prima di ottobre-novembre 2021. Non per chissà quali intoppi burocratici, ma per tempi tecnici. A maggio-giugno del 2021 dovrebbe arrivare l'ok dalla conferenza delle Regioni in Lombardia. In tarda primavera, inoltre, ci saranno le elezioni comunali a Milano e potrebbe cambiare anche la Giunta. Da ottobre-novembre 2021, poi, ci vorranno tre anni per costruirlo. Una volta che ci sarà l'ok dalle autorità e il via libera all'avvio dei lavori, lo stadio e tutto il quartiere riqualificato diventeranno un asset - seppur a metà, perchè in condivisione con l'Inter - spendibile in ottica di una futura cessione del Milan. Per un altro anno e mezzo-due, dunque, non è pensabile che Elliott si sganci dal club rossonero. Il 'problema' è che più passa il tempo e più aumentano le centinaia di milioni di euro versate a fondo perduto nel Milan e, quindi, si alza l'asticella del prezzo dell'eventuale vendita. Nessun club in Italia, però, ad eccezione forse della Juventus, vale un miliardo".

Alla luce di quanto detto, come si conciliano le frasi di ieri da parte della dirigenza sulla non necessità di andare in Champions già in questa stagione?
"Anche la Juventus aveva scritto nel prospetto che il traguardo minimo sufficiente per la loro gestione dei conti era arrivare agli ottavi di Champions e non vincere la coppa, però poi il club bianconero ha perso 90 milioni di euro. E' chiaro che se dici che l'obiettivo è andare in Champions e poi non ci vai, dai un'immagine pessima, con i tifosi che iniziano a metterti nel mirino già in primavera. Vista la storia degli ultimi campionati, l'ambizione di arrivare in Champions non è così facile, avendo già 2 posti già occupati- ci metterei anche l'Atalanta, ma loro se non vanno un anno in Champions non succede nulla. E come avversari hai la Roma che ci vuole andare, perchè se no il bilancio non sta in piedi, c'è la Lazio e il Napoli. Non sarà semplice".

intervista di Thomas Rolfi