Berlusconi pronto a ridare energia al Milan. La visita a Milanello e i consigli ad Allegri

Berlusconi pronto a ridare energia al Milan. La visita a Milanello e i consigli ad Allegri
© foto di Giulia Polloli
sabato 17 novembre 2012, 00:00Milanello in rosa
di Giulia Polloli

Benedetto il “B-day” se oltre all’emozione e alla curiosità del momento portasse magari un filotto di risultati positivi per questo Milan alla ricerca della propria anima e una disponibilità economica su cui poter fare affidamento in sede di mercato.
Il presidente è atterrato a Milanello in grande stile, ma con altrettanta discrezione ha seguito il lavoro dei suoi ragazzi.
Chiare le intenzioni di Berlusconi: tornare ad accudire il Milan come una guida sapiente, per questo ha già dato qualche dritta anche ad Allegri sull’utilizzo dei pregiati giocatori rossoneri all’interno di un modulo che possa essere spavaldo, ma al contempo solido. Montolivo su tutti.
Quando il presidente si sposta e sorvola Carnago, di solito le nubi scompaiono e torna a splendere il sole.
Quale appuntamento è più consono, se non la partita di questa sera nella bolgia del “S.Paolo”, contro il Napoli di Mazzarri che con le meraviglie dei suoi giocatori sta saldamente nelle posizioni nobili della classifica. Un’occasione che metterà di fronte le due creste, per antonomasia, del campionato. Da una parte il giovane El Shaarawy che, non pago della posizione di capocannoniere (ora in coabitazione anche con Cavani) va a segno anche in Nazionale, convalidando sul campo il lieto fine della favola che l’ha portato anche in azzurro. L’attaccante rossonero è stato voluto fortemente anche da Berlusconi, che però sembra ormai rassegnato a dover accettare la sua capigliatura perché, come ha sottolineato lo stesso numero uno rossonero, “lo distingue”. Sul fronte Napoli il sogno proibito, interrotto, l’ex mister X del tormentone estivo Hamsik, non si farà certo troppi scrupoli nel rimembrare i motivi del passato (o tutt’ora attivo) interesse rossonero nei suoi confronti. E con lui Cavani, capace di scatenarsi come ogni bomber di razza sa fare.
E a proposito di bomber e top players, impossibile non pensare al talento ormai volato via di Ibrahimovic, che proprio qualche giorno fa ha incantato mezzo mondo con un poker concluso con un colpo di genio e sregolatezza, supportato da una fisicità talmente imponente da rendere facile il solo pensiero di una rovesciata da trenta metri che si insacca in rete. Le parole spese da Berlusconi sugli addii illustri fanno ancor più male, perché detti da uno degli uomini più potenti d’Italia. Questo ci fa capire quanto la nostra Nazione debba riorganizzarsi per poter essere competitiva con il resto del mondo, almeno dal punto di vista delle leggi di mercato che, ahinoi, ora interessano anche il mondo del calcio.

I sacrifici necessari per risparmiare centinaia di milioni hanno però di fatto impoverito il tasso tecnico del Milan. Questo è il dato di fatto. Quindi è normale chiedere al rientrante presidente un impegno consistente e concreto per far tornare il Milan ai fasti dell’ultimo quarto di secolo. La strategia di voler puntare sui giovani talenti è assolutamente condivisibile, lo diciamo da mesi, ma deve essere supportata dalla presenza di giocatori che garantiscano l’incolumità della squadra di fronte ad avversari più o meno blasonati. Ci saranno molti movimenti nel mercato invernale. Qualcuno partirà, le voci vogliono il Santos su Robinho, destinato a quanto pare a lasciare casa Milan. La lista dei desiderata è lunga, ma tra tutti spicca il giovane, ma affidabile, talento Papadopoulos difensore centrale coriaceo ed esperto, perché cresciuto in fretta in squadre che non hanno avuto problemi a fargli prendere confidenza con il ritmo gara già da giovanissimo (Italia impara). Berlusconi lo dice da tempo: per ogni arrivo è prevista una partenza. Ma tra i partenti, nonostante qualcuno lo chieda a gran voce, no ci sarà Pato. Blindato perché il suo talento possa tornare a splendere, si potrebbe dire, non si sa se per cieca fiducia o mera legge di mercato, ma di certo il papero non lascerà Milanello a gennaio. E ben venga questa possibilità se nelle corde di Pato c’è ancora della musica. E il maestro d’orchestra, questa sera, sarà chiamato a disporre i suoi strumenti nel miglior assetto possibile. Allegri, che si è detto contento della visita presidenziale a Milanello, galvanizzato dall’energia che Berlusconi porta sempre con sé, sa che è chiamato a comporre sinfonie divine per poter continuare indenne nell’esecuzione dei vari atti dell’opera. Perché si è sempre a rischio di un’incompiuta in caso di stonature importanti.