"Carpe Diem" Milan! Contro la Fiorentina per allontanare i fantasmi. Montolivo-Allegri il tandem anti-viola
Raggiunta la certezza tattica, consci della fiducia che gli investitori ripongono nel marchio Milan, ora non resta altro che tornare il più in alto possibile in classifica, magari nel più breve periodo, accumulando punti e morale anche in vista del prossimo appuntamento con la Juventus in quel di S.Siro.
Ma, come già sottolineato, sul campo ora la filosofia del “carpe diem” sembra essere imperante in casa rossonera. Si pensa all’attimo, al singolo evento, per raggiungere passo dopo passo, senza squilibri, un obiettivo importante. Il primo, come detto, è risalire la china in campionato per cercare di avvicinarsi a quelle posizioni di classifica che consentono l’ingresso in Europa. Perché i proventi derivanti proprio dal passaggio di turno in Champions, ad esempio, potrebbero trasformarsi in linfa vitale per intervenire in modo oculato in quei reparti che ad oggi appaiono problematici. La vittoria contro il Chievo è stata importante soprattutto per la quantità di gol segnati. Un bottino ricco che al Milan serviva per sfatare il tabù della scarsa vena realizzativa e anche per mandare alla ribalta talenti rossoneri che sembravano destinati ad essersi spenti. Emanuelson è diventato l’uomo in più per Allegri. La sua duttilità è la chiave di volta per sbloccare le partite, l’acume tattico gli consente di giocare in qualsiasi zona del campo e in qualsiasi fase di gioco. Montolivo, che sembrava potersi infiammare solo sotto la guida di Prandelli sembra essere ricco di scintille anche nel Milan. Il modulo adottato da Allegri ne mette in luce le caratteristiche più esplosive e il suo ritorno al gol non è stato casuale. E proprio Montolivo sarà l’osservato speciale domenica, quando a S.Siro arriverà la Fiorentina.
Le dichiarazioni del mediano rossonero, in caso di marcatura, sono dovute, ma Montolivo avrà l’occasione per far inghiottire un gran boccone amaro alla squadra che forse non è mai riuscita a capirlo in tutto il suo talento.
Il ritorno al gol di Pato è arrivato in Champions, la competizione che più di tutte tiene a galla la speranza del Milan di potersi accomodare tra le grandi in questa stagione. L’attaccante brasiliano non è stato protagonista di una prestazione impeccabile, ma ha lasciato il segno al momento giusto, cancellando quasi del tutto le critiche che fino a quel momento ne avevano sottolineato le giocate scialbe. Potere del gol, soprattutto in Europa, da cui attingere energia vitale per le prossime prestazioni. Con il numero dei campioni sulle spalle, la giovanissima età, nonostante ormai si parli di lui quale fosse un veterano, la tranquillità dimostrata dopo la gara,lasciano presagire la possibilità di un ritorno di Pato tra i protagonisti di questo Milan, con l’attacco forse più giovane mai schierato. El Shaarawy, Bojan e Pato potrebbero garantire al Milan un reparto offensivo a lungo termine, le uniche incognite sono legate a offerte e riscatti. Perché sul Faraone è piombata l’ombra di Mourinho, che lo vorrebbe al Real Madrid, mentre Galliani lo vuole blindare in rossonero. Su Pato potrebbero tornare le voci di mercato provenienti dalla vicina Francia mentre Bojan ha termini di ricatto che richiederanno tutta l’attenzione di Galliani a fine stagione. Eppure proprio i giovani talenti sono usciti vittoriosi dagli ultimi confronti, tra questi anche Mattia De Sciglio che più a destra che a sinistra, riesce a non far rimpiangere nessuno dei più blasonati compagni in difesa.
Dunque contro la Fiorentina di Montella, in settimana accostato ai colori rossoneri, Allegri dovrà dar continuità alle sensazioni positive vissute nelle ultime due gare. Soprattutto per allontanare, più che quello di Montella, lo spettro di Guardiola, che aleggia con la sua famiglia tra le poltrone di S.Siro.

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